Enna, il Riesame: “No ai domiciliari per il cappellano pusher” - Live Sicilia

Enna, il Riesame: “No ai domiciliari per il cappellano pusher”

È arrivato il pronunciamento sul ricorso del difensore di padre Rosario Buccheri, che chiedeva gli arresti domiciliari in convento
TRIBUNALE DI CALTANISSETTA
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Enna. Il Riesame dice no alla concessione degli arresti domiciliari per padre Rosario Buccheri, il frate cappellano del carcere di Enna arrestato il mese scorso per aver ceduto hashish a un detenuto, nella cui stanza in convento sono state rinvenute armi da fuoco, munizioni, una sciabola, oltre trentamila euro in contanti e un foglietto di carta riconducibile a un mafioso e trafficante di droga del clan Santapaola.

I giudici del Tribunale di Libertà di Caltanissetta hanno respinto l’istanza dell’avvocato del frate, il penalista Nino Grippaldi del foro di Catania, che chiedeva di far lasciare al sacerdote il carcere di Agrigento, optando per una misura cautelare meno afflittiva, possibilmente in convento. Peraltro, secondo il difensore, le esigenze cautelari sarebbero state mitigate dal fatto che il sacerdote ha chiesto la retrocessione allo stato laicale, richiesta identica a quella presentata dall’Ordine Francescano.

In pratica padre Buccheri lascerà il clero. E questo, considerato che l’ipotesi di reato era legata al suo ruolo di cappellano del carcere – peraltro già oggetto di sospensione immediata da parte del vescovo – non ci sarebbe pericolo di reiterazione del reato. A questo, il legale, aveva aggiunto la circostanza relativa al mancato rinvenimento di materiale per il confezionamento, la pesatura o la preparazione della droga, che in genere costituiscono elemento fondante perché sussista l’accusa di spaccio, oltre alla cessione. Le motivazioni del Riesame saranno depositate solo tra qualche settimana, ma già fonti vicine al difensore fanno sapere che si andrà senza dubbio in Cassazione.


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