Etna, affari e potere |Nicolosi: la battaglia della funivia

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13 Marzo 2017, 04:30

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CATANIA – La città di Nicolosi si confronta da sempre con una questione spinosa: la gestione monopolitistica del vulcano più grande d’Europa. Una questione che accende gli schieramenti in vista delle elezioni e che era stata sollevata già nel febbraio dello scorso anno dall’Agcm. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva evidenziato “distorsioni della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato” in merito alla gestione delle vie di accesso alle zone sommitali dell’Etna.

I vari servizi esistenti sui due versanti del Vulcano (funivia, impianti di risalita, trasporto su gomma), sono gestiti da due società riconducibili a un unico soggetto privato. Ovvero a Francesco Russo Morosoli, amministratore unico di Funivia dell’Etna Spa che si è difeso sottolineando il suo impegno per far funzionare ogni cosa (LEGGI).

La geografia della questione è lo stesso garante a definirla. “Risulta – si legge nella relazione dell’Antitrust – che la società Star Srl gestisce le vie di accesso alle zone sommitali dell’Etna del versante Nord (Provenzana), ricadenti nei Comuni di Castiglione di Sicilia e Linguaglossa. La società Funivia dell’Etna Spa – prosegue l’Agcm – che indirettamente e interamente controlla Star, gestisce le vie di accesso del versante Sud (Rifugio Sapienza), ricadenti nel Comune di Nicolosi e, in particolare, alcuni impianti di proprietà comunale e altri di proprietà della società stessa, nonché, fra l’altro, sulla base di una concessione prorogata dal 2006 al 2022, servizi pubblici di trasporto di persone, sia nella stagione sciistica invernale sia nella stagione escursionistica estiva, comprendenti anche l’accompagnamento dei turisti con 20 mezzi fuoristrada, sempre di proprietà della società. In particolare, essa gestisce gli impianti comunali di accesso alle zone sommitali dell’Etna in virtù di una concessione rilasciata dal Comune di Nicolosi nel 1991 alla società Sitas Spa, successivamente incorporata dalla società Etna Tur Spa, che ha contestualmente assunto l’attuale denominazione di Funivia”.

Insomma, una questione che tocca direttamente la politica etnea. Il consiglio comunale di Nicolosi ha già approvato una delibera affinché la questione della concorrenzialità del settore segua i principi di libertà. Non un’entrata a gamba tesa, ma un richiamo a quello che dovrà essere uno degli obblighi del civico consesso nicolosita nei prossimi anni. Nel 2022 scadrà infatti la concessione comunale di gestione dell’impianto funiviario; un’operazione che verrà portata a compimento del sindaco e dal consiglio che usciranno dalle prossime consultazioni di Primavera. E se da un lato il primo cittadino in scadenza, il crocettiano Nino Borzì, vuole concludere il mandato inaugurando un percorso di sostanziale liberalizzazione del mercato; tutta l’attenzione è sulle spalle dei candidati sindaco già in campo.

Tant’è che la battaglia per Nicolosi si è trasformata, anche in maniera involontaria, in una caccia alle streghe. L’accusa da schivare è quella di essere nelle attenzioni di Francesco Russo Morosoli. Non lo è Marisa Mazzaglia, donna di cultura politica progressista e attualmente a capo dell’ente Parco dell’Etna, che a Paesi Etnei Oggi ha sottolineato la necessità riformulare l’organizzazione degli impianti sciistici: “Potrebbero essere gestiti potenziando l’offerta in maniera sostenibile con meno impatto ambientale e più prestazioni”. Non lo è Antonio Rizzo, già vice presidente del consiglio Provinciale per il Pd, ed erede diretto dell’esperienza Borzì: “Dobbiamo tener conto di quanto già stabilito dal Consiglio comunale e dal garante della concorrenza” – ha detto a Live Sicilia.

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Rizzo tuttavia ritiene che la questione Etna non debba essere intesa contro qualcuno, ma entro una visione economica di sviluppo territoriale: “Bisogna armonizzare la presenza turistica tra Nicolosi Paese e Nicolosi Nord. E pensare al turismo come sistema Etna, potenziando l’offerta invernale, migliorando quindi tutta l’offerta turistica e i servizi resi. Insomma, va ripensato tutto il sistema, sia turistico che commerciale, ma non in funzione di uno solo operatore, bensì a supporto di tutti coloro che operano sul Vulcano”. Un’impostazione che nel concreto così si realizza: “La mia idea è di acquisire i terreni su cui insiste la seggiovia e trasformare tutto il servizio in una funivia low cost. Così si creano i tasselli della concorrenza”.

Non ci sta a essere annoverato tra i prediletti di Russo neanche il chirurgo vascolare in forza all’ospedale Garibaldi Centro di Catania, Angelo Pulvirenti, la cui proposta civica piace al centrodestra ma anche alla segretaria del circolo Pd di Nicolosi, Maria Grazia Torre. “Bisogna chiedere a Russo se gli sono gradito: non sta a me saperlo. Anzi – dichiara al nostro giornale – Sarebbe opportuno che lui prendesse posizione ufficialmente, che si facesse vivo. Di mio posso dire che non sono sicuramente un portatore d’interessi, non ho terreni sull’Etna, o implicazioni di qualsiasi tipo sul Prg. Sono fuori da questo dibattito ”. Sul contratto di gestione della funivia, il programma di Pulvirenti è in linea con gli altri candidati in campo: “Non farei altro che seguire le indicazioni dell’Agcm. E metterei in opera – conclude – tutti quegli strumenti che possono favorire la libera concorrenza del settore”.

Leggi anche l’operazione “verità” di Francesco Russo Morosoli

 

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13 Marzo 2017, 04:30

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