Ex Collegio sgomberato all’alba| Occupanti in corteo

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17 Dicembre 2013, 13:49

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CATANIA – Ex Collegio sgomberato alle prime luci dell’alba. E’ durata ventiquattro giorni l’occupazione dell’immobile di Via Crociferi da parte del collettivo Aleph, che a metà novembre si era “riappropriato” dello storico edificio settecentesco patrimonio dell’Umanità. Il sogno di creare “uno spazio autogestito fuori dalle logiche del commercio” si interrompe, così, alle 5:30 del mattino, quando le forze dell’ordine fanno irruzione nell’Ex Collegio dei Gesuiti, aprendosi un varco con il flex. Dentro ci sono tre ragazzi, svegliati dalle torce degli agenti, e accompagnati nel Gabinetto di polizia scientifica. Una volta identificati, sono stati denunciati per imbrattamento, invasione di edificio e interruzione di pubblico servizio. Poche ore dopo in via Crociferi è tutto bloccato dalla polizia. Alla base dell’azione ci sarebbe la necessità di mettere in sicurezza un edificio considerato pericolante.

Diversa la versione dei ragazzi, che si sono dati appuntamento per esprimere la loro solidarietà al collettivo. “Qui avevamo creato a uno spazio di aggregazione, che ha ridato vita a un luogo chiuso e abbandonato da più di quattro anni”, dice uno dei militanti dell’Aleph che, ripercorrendo i ventiquattro giorni di occupazione, sottolinea le numerose attività “positive” messe in piedi: il dopo scuola per i bambini, una galleria di arte permanete e un’aula studio . Di “edifico pericolante da mettere in sicurezza” i ragazzi non vogliono proprio sentire parlare.

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“E’ un pretesto per tenere chiuso questo posto”, dicono. “È un edifico storico a pianta larga, che ha resistito a numerosi terremoti. Se questo luogo è pericolante bisognerebbe sgomberare tutto il centro storico di Catania”. Gli ex occupanti fanno inoltre notare come la pericolosità dell’immobile sia in netto contrasto con l’esistenza, in quell’edificio, del deposito della biblioteca regionale dove i dipendenti si recano quotidianamente. La versione ufficiale non convince nemmeno Pierpaolo Montalto, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, accorso al presidio di solidarietà. “L’azione del collettivo era una risposta al silenzio delle istituzioni su questo posto, e una richiesta d’impegno concreto verso la riqualificazione”. “Lo sgombero, avvenuto tra l’altro con queste modalità, – prosegue Montalto- sa molto di tentativo di oscurare le idee e ha il retrogusto dell’azione politica”.

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17 Dicembre 2013, 13:49

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