Ex sindaci, deputati, assessori | Chiesti 87 rinvii a giudizio - I NOMI - Live Sicilia

Ex sindaci, deputati, assessori | Chiesti 87 rinvii a giudizio – I NOMI

Il tribunale di Termini Imerese

C'è il deputato Pagano, quello dell'Ars Aricò, l'assessore Cordaro, l'ex governatore Cuffaro.

TERMINI IMERESE
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PALERMO – Si dovranno presentare in 87 davanti al giudice per l’udienza preliminare Claudio Bencivinni il prossimo 4 dicembre. Sono gli imputati per i quali il pubblico ministero di Termini Imerese Annadomenica Gallucci ha chiesto il rinvio a giudizio. Sarà il gup a stabilire se finiranno sotto processo oppure saranno prosciolti.

Nell’elenco ci sono vecchi e nuovi politici, candidati alle elezioni regionali e alle comunali di Termini Imerese: dai fratelli Salvino e Mario Caputo all’assessore regionale al Territorio e ambiente Toto Cordaro, dal capogruppo all’Ars di “Diventerà Bellissima” Alessandro Aricò al sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta, dal parlamentare nazionale della Lega Alessandro Pagano, all’ex governatore Totò Cuffaro.

I fratelli Caputo sono indagati per attentato ai diritti politici dei cittadini. Avrebbero ingannato gli elettori facendo credere che il candidato in lizza non fosse Mario, ma il più famoso Salvino. Per questa vicenda sono indagati, oltre ai Caputo, anche Pagano e Attaguile (quali ispiratori del presunto raggiro elettorale), Benito Vercio e Stefano Vinci quali “agevolatori” nel corso della campagna elettorale.

Via via con gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Termini Imerese sarebbe emerso un vorticoso giro di promesse in cambio di voti: posti di lavoro, trasferimenti di ufficio, accesso ai corsi di laurea a numero chiuso, affidamenti di servizi, superamento degli esame di maturità. Le indagini avrebbero scoperchiato un pentolone maleodorante. Inquinate sarebbero state anche le elezioni a Termini Imerese dove Caputo si sarebbe speso per fare votare il candidato a sindaco Giunta e al consiglio comunale Loredana Bellavia.

Ad Aricò viene contestato di avere promesso in cambio dei voti un’assunzione in un centro clinico come tirocinante con un compenso di 500 euro mensili. Nel caso di Cordaro, si leggeva nell’avviso di conclusione delle indagini, che “Patanella Vito prometteva a Giunta Francesco, per garantirgli il successo elettorale, un posto di lavoro come corriere, per il tramite di Cordaro Salvatore, detto Toto; Giunta Francesco decideva di far assumere un elettore a piacimento di Rio Agostino, in cambio dell’appoggio elettorale di quest’ultimo; inoltre, Cordaro Salvatore sia prima che dopo l’elezione di Giunta Francesco, più volte assicurava a Rio Agostino”.

C’è poi il caso di Giuseppe Ferrarello, pure lui candidato alle Regionali: si parla di schede sparite e taroccate in un seggio elettorale. L’ex governatore Cuffaro è indagato per corruzione elettorale in concorso con Filippo Maria Tripoli perché “per ottenere il voto elettorale a vantaggio di Tripoli Filippo Maria, candidato alle elezioni regionali del 5.11.2017, Cuffaro Salvatore e Tripoli Filippo Maria promettevano a Amodeo Giuseppe e Amodeo Antonino, che accettavano la promessa, l’assunzione di Amodeo Giuseppe presso l’Assemblea Regionale Siciliana; assunzione che, in effetti, avveniva il 3.4.2018, quando Amodeo Giuseppe stipulava un contratto con il gruppo parlamentare del partito ‘Popolari ed Autonomisti’”. Per gli Amodeo non è arrivata però la richiesta di rinvio a giudizioA completare il quadro anche presunti casi di assenteismo fra i dipendenti comunali di Termini Imerese e l’utilizzo improprio del parco macchine da parte del sindaco Giunta, indagato per peculato.

I nomi

Richiesta di rinvio a giudizio per: Salvino e Mario Caputo, Benito Vercio, Stefano Vinci, Michele Galioto, Maria Bellavia, Agostino Rio, Francesco Giunta, Giuseppe Pileri, Giacomo Carusi, Maria Grazia Rio, Mario Battaglia, Giuseppe Scaletta, Fabio Maciocia, Santina Sodaro, Giovanna Muscarella, Pietro Corso, Annalisa Rio, Sergio Tucciarello, Davide Tucciarello,, Angelo Scaglione, Salvatore Caltagirone, Antonino Butera, Liborio Pusateri, Toto Cordaro, Vito Patanella, Alessandro Aricò, Nicola Santovito, Salvatore Cammarata, Salvatore Carollo, Mario Faso, Teresa Macaluso, Davide Saija, Salvatore Pecoraro, Dario Guercio, Angelo Maurizio Sgroi, Renato Vuolo, Rossella D’Agostino, Giacomo Imburgia, Nicola Bordino, Alessandro Pagano, Angelo Attaguile, Antonello Ambra, Gioacchino Orlando, Giuseppe Ferrarello, Santo Barreca, Antonino Piacenti, Francesco Paolo Migliazzo, Natalia Andaloro, Salvatrice Ferraro, Santina Giaconia, Carmela Russo, Annalisa Semola, Giuseppina La Placa, Giusi Ferraro, Barbara Vincenza Sillitti, Maurizio Nasello, Emanuele Nasello, Antonio Spitale, Roberto Quattrocchi, Fabio Salerno, Totò Cuffaro, Giuseppe Campagna, Filippo Maria Tripoli, Francesca Vercio, Nicolò La Corte, Calogero Sferlazza, Agostino Serio, Paolo Scibetta, Antonio Saldì, Maria Vittoria Rotino, Alberto Roma, Santo Piazza, Mariano Mancuso, Giuseppe Galioto, Giovanni Antista, Mimma Vazzano, Carmelo Di Rosa, Francesco Antonio Sarullo, Salvatore Cusimano, Michele Crivello, Giuseppe Sudano, Giuseppe Anastasio, Marco Giuseppe Pollaci, Vincenzo Aliseo, Cosimo Faulisi.

Per altri 10, inizialmente indagati, è stata disposta l’archiviazione o non è stato comunque richiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di: Maria Antonietta Scarpicino, Giuseppe Di Blasi, Giulio Fortino, Francesca Egiziano, Agostino Lo Presti, Giuseppe Amodeo, Antonino Amodeo, Gioacchino Sanfilippo, Filippo D’Angelo, Giovanni Lo Cascio.


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