“Faccio politica da tanti anni | La parentela non c’entra”

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11 Ottobre 2011, 19:55

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Leggendo il vostro articolo mi è venuto da sorridere”. Manlio Mele sdrammatizza sul nascere una polemica – quella della sua nomina a capo della segreteria tecnica di Sebastiano Missineo – che rischiava di rivelarsi un boomerang. “Io sono onorato di essere lo zio di Massimo Russo – dice Mele a Live Sicilia – ma ci tengo a precisare che Manlio Mele fa politica dal 1980 e che la sua storia politica è un po’ meno recente di quella dell’assessore Russo”.

Mele è legato all’ex pm a capo della sanità siciliana, in quanto zio della moglie di Russo. “Di certo – precisa ancora Mele – non arrivo lì per la parentela con l’assessore, ma per la mia storia personale e politica. Oltre ad essere stato più volte sindaco di Terrasini e deputato per diverse legislature a palazzo dei Normanni, infatti, mi sono a lungo occupato di beni culturali. Se per molto tempo si parlò di un arrivo della Fondazione Guggenheim in Sicilia, è per merito del lavoro di Manlio Mele. È per questo che sono stato chiamato dall’assessorato, a cui io avevo già manifestato la mia disponibilità, per tornare a parlare di Guggenheim e Sicilia”. Sui suoi legami col movimento politico vicino a Massimo Russo, Team Sud, Mele smentisce categoricamente: “Io guardo con attenzione all’attività di tutti gli assessori, ovviamente compreso Russo. Ma non ho niente a che vedere con Team Sud, io politicamente sto col Pd, per la precisione sono vicino alla corrente Innovazioni, a Cardinale e Papania”.

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Sui sospetti di Davide Faraone, infine, Mele precisa: “Io sono stato nominato in qualità di esterno in sostituzione di Enza Cilia, direttrice del Museo della Ceramica di Caltagirone ed ex capo della segreteria tecnica di Missineo, andata via per motivi personali. La mia nomina non è in alcun modo legata all’uscita di Gandolfo Librizzi dagli uffici di diretta collaborazione dell’assessore”.

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11 Ottobre 2011, 19:55

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