Economia

Fase 2, si riparte dal vino |”L’enoturismo è una risorsa”

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26 Giugno 2020, 21:24

3 min di lettura

Con la fine del lockdown dovuta all’emergenza da Coronavirus riparte, in questa prima fase, un turismo “domestico” o di prossimità. L’enoturismo legato al territorio etneo à pronto alla ripartenza. Già aperte le porte di alcune cantine per un viaggio di prossimità alla scoperta dei sapori alle falde del vulcano attivo più alto d’Europa.

Spazi aperti, accessibili, sostenibili economicamente. È questa la formula vincente dell’enoturismo.  I vini dell’Etna sono molto apprezzati all’estero ed esprimono al massimo sapori, colori e aromi etnei.

Gea Calì è una sommelier catanese ed è organizzatrice dal 2017 di Drink Pink in Sicily, una manifestazione dedicata ai rosati di Sicilia e profonda conoscitrice del territorio etneo. L’Etna e i suoi quattro versanti fanno da cornice a un territorio morfologicamente vario e con una produzione vinicola di alta qualità.

“Un vino senza anima, senza sapore sull’Etna?  Impossibile – racconta Gea – basti pensare al suo territorio unico che non si può trovare in nessun’altra parte del mondo. Abbiamo il clima dalla nostra parte che influenza in maniera diversificata ogni versante del vulcano, altitudine, esposizione, vicinanza al mare e un terreno composto da materiale vulcanico ricco di minerali che varia, anch’esso, tra i vari versanti perché originato dalle colate laviche di differenti epoche.” 

Sono quasi 200 le cantine presenti alle falde de ‘a Muntagna e tutte producono vini di alta qualità. “Tra le cantine più rinomate e conosciute a livello internazionale ci sono anche quelle più piccole che attirano ogni anno migliaia di “winelovers” – continua Gea Calì – attenti a voler vivere atmosfere autentiche e locali, pronti ad ascoltare le storie raccontate dai vignaioli etnei”.

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Un mondo che racchiude una viticultura millenaria. Nel 729 a.c. furono i colonizzatori greci a migliorare e importare nuove tecniche vitivinicole che fecero arrivare alle cronache, nelle epoche successive, grandi scritti sul prodotto “vino dell’Etna” già nel ‘500. I vigneti etnei vengono coltivati dai 200 mt arrivando fino ai 1200 mt sopra il livello del mare.

“Un territorio unico con una potenzialità sorprendente – sottolinea Gea Calì – il mare, la montagna da vivere con e senza neve e la nostra cucina con numerosi ingredienti di stagione e quasi a chilometro zero ricercata e conosciuta in tutto il mondo. Il vino, il nostro vino, è il trait d’union per una formula vincente nel nostro territorio.

L’enoturismo riparte con formule “en plain air”, all’aperto, con gruppi a numero limitato. In questi ultimi anni l’enoturismo alle pendici del vulcano ha dato ottimi risultati. Nel 2020 doveva esserci un boom di visitatori, ma purtroppo tutto si è fermato a causa del Coronavirus e del conseguente lockdown.

Alcune cantine, in questi giorni, hanno riaperto le porte e altre lo faranno a breve. Sono pronte ad accogliere chi vorrà assaporare cibo e vino, nostrum, sulle falde del vulcano attivo più alto d’Europa.” Drink Pink in Sicily è la manifestazione che, dal 2017, Gea Calì dedica ai rosati siciliani.

“Un incontro nato quasi per caso che, l’anno scorso, ha accolto nel capoluogo etneo 75 cantine legate al territorio – racconta la sommelier – alla scoperta dei vini fermi e delle bollicine rosate che in questi ultimi anni sono venute fuori alla grande” Il Coronavirus non ha fermato la catanese Calì che ha riprogrammato il suo evento per il 2021, ma che potrebbe riaprire le porte del gusto e del bere rosa anche prima.

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26 Giugno 2020, 21:24

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