Potente radar militare: residenti preoccupati a Favignana - Live Sicilia

Favignana, installazione del radar militare: scatta la protesta

I cittadini si sono incontrati davanti al municipio
IL CASO
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A Favignana ieri è stata una domenica segnata da una pacifica protesta organizzata dal comitato civico costituitosi contro la imminente installazione a Punta Sottile di un nuovo e più potente radar della Marina Militare. Una folla di cittadini si è così ritrovata per buona parte della mattinata in piazza Europa, davanti la sede del municipio. La collocazione del radar rappresenta per gli egadini una decisione che desta preoccupazione, per l’impatto sulla salute e sull’ambiente. La popolazione non è infatti nuova a timori del genere dovuti alla presenza sull’isola, ormai da decenni, di un altro radar, i cui effetti hanno da sempre preoccupato gli isolani. Come testimoniato dalla più nota delle ambientaliste isolane, Maria Guccione, sono diversi i pescatori che hanno raccontato di essersi ammalati dopo aver passato alcune notti a pescare nella zona di Punta Sottile dove esiste un altro radar al quale ne dovrebbe essere affiancato un altro. In piazza erano presenti associazioni del territorio, istituzioni locali e cittadini che, lontani qualsiasi appartenenza partitica, hanno deciso di prendere posizione per ottenere risposte trasparenti sull’impatto che il radar avrà sul territorio.

Il piano di difesa

L’installazione rientra in un piano di difesa finanziato dall’Unione Europea e che prevede in Sicilia la collocazione di un altro radar a Porto Palo di Capo Passero. Facendo seguito alla presa di posizione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Forgione, che ha confermato l’impegno a richiedere delucidazioni e persino il blocco dell’iter di installazione del radar in assenza di garanzie precise, adesso la comunità egadina ha chiesto a gran voce informazioni chiare e precise sulla natura del radar militare, non superficiali rassicurazioni, oltre che una valutazione indipendente dell’impatto del radar militare sulla salute e sull’ambiente. “Come cittadini che partecipano alla vita dello Stato pagando le tasse – ha detto Nino Oliveri del comitato civico – rivendichiamo il diritto a voler conoscere come si stanno spendendo i nostri soldi , impegnati per collocare questo radar. E sopratutto vogliamo sapere se questa spesa rappresenti un pericolo per la nostra salute”. Quello che è emerso dall’assemblea di ieri è la volontà dei cittadini delle Egadi di non trasformare la più grande Area Marina Protetta d’Europa in una base militare in cui far proliferare ulteriori strumentazioni militari nei prossimi anni. “In un’isola che vive di turismo e natura – dicono dal comitato civico – il radar dovrebbe essere smantellato e dismesso, non potenziato e rafforzato”.

Il sindaco

“Come amministrazione – ha dichiarato in piazza il sindaco Forgione – abbiamo scritto al ministro della Difesa e al presidente della Regione, vogliamo conoscere i dettagli di questo progetto in nome della esigenza di tutela del territorio, della difesa della salute e dell’ambiente, chiediamo trasparenza in questa scelta”. L’isola è pronta a fare pacifiche barricate. Il messaggio forte lanciato dalla piazza è un messaggio di pace: “le Isole Egadi siano un luogo di incontro e scambio tra i popoli, non un sito strategico che contribuisce alla guerra. Soprattutto in un periodo in cui soffiano venti di guerra, la popolazione delle Egadi non vuole essere coinvolta direttamente in azioni belliche portate avanti per interessi lontani dalle esigenze della comunità”. “Vogliamo vedere le nostre isole – ha detto il vice sindaco Vito Vaccaro – invase da turisti e non da impianti militari”.


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