Fiera, pignorati gli stipendi: | “Siamo su una nave che affonda”

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23 Giugno 2011, 16:44

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“Siamo su una nave che affonda”. Non nascondono l’amarezza i 34 dipendenti della Fiera. Stamattina hanno saputo che i loro stipendi non ci sono più. Pignorati. Come i quadri di Amorelli o le poltrone della stanza dei commissari straordinari avvicendati in quesi anni. Gli stipendi sono svaniti, mangiati dai debiti di un ente che deve oltre venti milioni a una miriade di creditori.

“Una collega che non ha un conto corrente – racconta Claudio Lipari, dipendete della Fiera – stamattina, come fa ogni mese, è andata alla Regione per riscuotere la quattordicesima. E in quel momento ha saputo non solo che la quattordicesima non c’era, ma che non avremmo nemmeno ricevuto nemmeno lo stipendio”. E la notizia s’è subito diffusa tra i colleghi.

La motivazione “tecnica” che ha portato al blocco degli stipendi dei 34 lavoratori è ripresa da una nota del deputato Pdl Salvino Caputo, presidente della Commissiona attività produttive all’Ars, che dice: “Due creditori, Officine Grafiche Riunite e DG Eventi, hanno notificato alla Cassa regionale due atti di pignoramento per oltre 350 mila euro, che hanno di fatto bloccato la erogazione degli stipendi dei lavoratori. Questo dimostra lo stato di gravissima precarietà in cui versano i lavoratori e la stessa Fiera del mediterraneo. Ancora una volta – ha aggiunto Caputo – a pagare le conseguenze di uno stato di totale disastro sono sempre i lavoratori. La Regione deve immediatamente intervenire per dichiarare la impignorabilità degli stipendi e garantire il futuro dei lavoratori nell’attesa della decisione sulla sorte dell’Ente Fiera”. Caputo, poi, ha anche annunciato la presentazione di un disegno di legge di iniziativa parlamentare per trasferire i dipendenti all’interno di enti regionali.

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Ma i lavoratori sono stanchi, disillusi. “Già un mese fa – racconta Lipari – esattamente il 26 maggio ci eravamo incontrati con l’assessore Venturi e l’onorevole Caputo. E in quell’occasione era stato preso l’impegno della presentazione di questo ddl entro 48 ore. È passato un mese”.
Un mese. E più duro sarà il prossimo. “Non le nascondo – continua Lipari – di aver visto molti miei colleghi piangere. Siamo nei guai. Alcuni di loro, il 30 giugno avevano la scadenza del mutuo. Altri avevano preso impegni, contando sulla quattordicesima. Ora scopriamo che è svanito anche lo stipendio che attendevamo tra tre giorni”.

Sono stanchi i lavoratori. A lungo additati come dei “privilegiati”. Uno stipendio per non fare nulla. O quasi. Adesso quello stipendio non c’è più. “Tra domenica e lunedì – prosegue Lipari, che è anche sindacalista della Filcams Cgil – decideremo cosa fare. Forse il nostro errore è stato quello di non scendere in strada a bruciare i cassonetti. Ma noi queste cose non le sappiamo fare. E abbiamo la sensazione, dopo cinque anni, che protestare non serva più a niente”.

Anche perché la notizia del pignoramento degli stipendi, è il primo segno di un futuro ancora più difficile: “È chiaro che adesso, trovato il cavillo – dice Lipari – anche se la Regione decidesse di stanziare altri soldi per i nostri stipendi, questi verrebbero subito pignorati. Oggi siamo stati all’assessorato attività produttive. Ma anche lì, hanno allargato le braccia”. Così, i dipendenti che “privilegiati” non si sono mai sentiti (“in questi anni abbiamo solo chiesto di lavorare. Di avere la dignità di lavoratori”), si sentono abbandonati “da tutti. Siamo in una morsa. La politica promette, ma alla fine non fa nulla. Persino gli imprenditori che affermano di avere a cuore il futuro della Fiera, non dicono il vero. Non a caso il pignoramento nasce dall’iniziativa di alcuni degli iscritti a Confindustria. E mi chiedo – conclude – cosa ci faccia ancora lì il commissario straordinario. La Fiera è morta. Tutti vogliono che muoia. Forse sarebbe il caso che si dimetta”.

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23 Giugno 2011, 16:44

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