Fiera, proroga e polemiche... La Vardera: "Non mandiamo via Costa"

Fiera, proroga e… La Vardera: “Non mandiamo via Costa”

Gli ultimi sviluppi e qualcosa che somiglia al caos. Il commissario: grazie, no.
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“Ma insomma, io non l’ho capito…. Se la Fiera va bene, come va bene, tanto da restare aperta, perché dobbiamo mandare a casa la struttura commissariale e il commissario Costa che hanno operato egregiamente? Non vorrei che ci fossero lotte politiche intestine, non possiamo permettercele: ne va della sicurezza di tutti”. L‘onorevole Ismaele La Vardera, combattivo parlamentare regionale di rito deluchiano, ha letto, stamattina, l’articolo di LiveSicilia.it, che raccontava lo scenario in divenire, ed è cascato dalle nuvole per la cronaca annunciata di una chiusura che non ci sarà.

La Fiera non chiude

Quell’articolo riportava una nota dell’Asp, con il suddetto finale: “Rimane, comunque, la possibilità di accedere a tutte le strutture dell’Asp di Palermo anche senza prenotazione o preventiva registrazione. E’, infatti, intendimento della Direzione generale dell’Azienda sanitaria del capoluogo mantenere in questa fase anche l’organizzazione dell’Hub Fiera, sia per la somministrazione dei vaccini, che dei tamponi in modalità Drive In”.

Sussurri e comunicati

Niente si afferma, oltre i dispacci ufficiali, ma qualcosa trapela. Dall’Asp si sussurra che, veramente, non era mai stata indicata alcuna chiusura dei luoghi, semplicemente la fine dell’esperienza commissariale, in scadenza il 31 dicembre. Sempre in via ufficiosa, altri fanno riferimento a note che sarebbero state inviate per annunciare il passaggio di consegne che l’Ufficio Commissariale avrebbe gestito secondo opportuna tempistica e perfino la consegna degli arredi e delle forniture. “Non lo so – dice La Vardera -, non so che sta succedendo. Io stamattina ero andato all’hub per portate i cornetti e salutare. Ora c’è questa novità. Ripeto: non vorrei che ci fosse una lotta politica in mezzo….”.

Non c’eravamo tanto amati

Non è un mistero ricordarlo, beninteso con ampia facoltà di replica. In questo passaggio pandemico non si può certo dire che il rapporto tra il direttore generale dell’Asp, Daniela Faraoni, e il commissario Renato Costa, sia apparso idilliaco. Almeno, i due enti hanno comunicato con qualche difficoltà. I passaggi tesi sono stati tanti, come quando il dottore Costa minacciò dimissioni per il monte ore ridotto. La situazione è confusa: nell’ultima intervista con il nostro giornale, lo stesso commissario aveva detto: “Sono contento perché chi ha lavorato in trincea durante la pandemia, lavorerà ancora. Ma sono complessivamente triste. Siamo passati da eroi ad abusivi e penso che la politica abbia tradito le aspirazioni di una sanità migliore”. La sua scrivania era già spoglia, durante la chiacchierata, senza più nemmeno il computer. Monteranno di nuovo tutto?

Parla Costa: grazie, no….

Dopo la pubblicazione del presente articolo, interviene anche il dottore Costa sugli aggiornamenti in atto: “Ringrazio l’onorevole La Vardera per l’apprezzamento, ma, come ho più volte detto, il mio unico interesse è il mantenimento del modello organizzativo, non certamente il mio ruolo di commissario che essendo straordinario è normale che debbia rientrare nell’ordinarietà. Preciso che ho già fatto pulire la mia stanza e che da giorno primo gennaio, anche se festivo, riprenderò la mia attività al Policlinico di Palermo”. (Roberto Puglisi)


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