Finché c’è cuore c’è speranza

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10 Febbraio 2013, 17:06

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PALERMO- I fischi del pubblico del ‘Barbera’ durante la partita e alla fine appartengono alla cultura sportiva di chi non dovrebbe andare allo stadio, perché non sa tifare e non conosce i segreti del sudore. Il Palermo ci ha messo il cuore, fino all’ultima goccia. Ci ha messo l’anima. Ci ha messo tutto. Al punto in cui siamo, nell’epicentro di una stagione disgraziata che ha come origine la colpevole miopia di Maurizio Zamparini, i ragazzi che scendono in campo sono l’unico valore rimasto, da rispettare. Il Palermo è la compagine più scalcagnata della serie A, quella con i peggiori valori tecnici. Nell’ultimo assalto all’arma bianca, sul colpo di testa a seguire, se ci fosse stato un giocatore diverso da Barreto, ora parleremmo di un’eroica vittoria. Ma Barreto è Barreto, non può essere altrimenti. Può correre, può dannarsi. Non può segnare. Nessuno può segnare, a parte Fabbrini (che ha segnato) e Miccoli, di cui auspichiamo un veloce ritorno dopo la mattana che gli è costata due dolorosissime giornate di squalifica. E che dire del tiraccio di Rios?

Quando Biarna e qualche cosa, ignoto centrocampista del Pescara, ha scaraventato il pallone nella rete di Sorrentino, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul pareggio. Invece, i rosanero caparbi e moribondi si sono lanciati a testa bassa. Dagli e dagli, il gol è arrivato. Serve a poco? Non siamo d’accordo: serve moltissimo come un certificato di esistenza in vita, come un respiro nell’agonia sportiva, come un pallido e minuscolo raggio di sole in una lunga stagione di pioggia.

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Forse già la voglia di crederci contro l’evidenza è il primo dono di Alberto Malesani, tutto il contrario dell’esangue e rassegnato Gasperini. Malesani ha schierato una formazione logica. Con un solo errore: Dybala non deve giocare da prima punta. Vanno bene tre mini-attaccanti. Va bene Boselli con Fabbrini. Dybala isolato in avanti è un regalo agli avversari.
Noi siamo convinti che sia possibile ancora spuntarla e realizzare un miracolo. La navicella rosanero ha bisogno di amici veri, nel momento del bisogno, di calore e di affetto. Gli schizzinosi dal fischio facile, gli stessi che criticavano Cavani e Pastore, per piacere, fischino altrove.

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10 Febbraio 2013, 17:06

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