Fiume di soldi, partite truccate: calcio scommesse, i NOMI - Live Sicilia

Fiume di soldi, partite truccate: calcio scommesse, i NOMI

Ecco i particolari di un'inchiesta importante. Nel mirino ci sono scommesse tra squadre ennesi e catanesi
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TROINA (EN) – “Sono sempre stato un tifoso del Troina calcio. Mi sono avvicinato alla società all’indomani della partita persa a tavolino con il Rotonda. Poi è arrivata la mia nomina di direttore generale a garanzia di tutti, affinché non accadesse mai più nulla di illecito. E non appena ho avuto il sospetto di scommesse sul risultato esatto della partita tra Acireale e Troina (22 settembre 2019, risultato finale 4-2 per i padroni di casa, per effetto di una clamorosa rimonta provocata da una serie di papere del portiere rossoblù) mi sono immediatamente rivolto alle autorità. Figuro come persona offesa nell’udienza preliminare che si aprirà ad ottobre. In quella sede mi costituirò parte civile, perché la condotta degli indagati ha nuociuto anche alla mia immagine”.

A parlare è l’avvocato Walter Giuffrida, presidente del consiglio comunale di Troina ed ex direttore generale della formazione rossoblù, che ha lasciato la carica societaria il 2 gennaio scorso. Assieme a lui, ha annunciato che si costituirà parte civile anche l’ex vicepresidente Salvatore Gambino, giovane poliziotto in servizio alla Stradale di Nicosia, che si è dimesso dalla carica lo scorso dicembre. Fonti vicine al sindaco Fabio Venezia, esponente del PD che da anni vive sotto scorta per le sua coraggiosa attività amministrativa in favore della legalità e per le sue denunce contro la mafia dei Nebrodi, annunciano che pure l’amministrazione comunale intende fare lo stesso. L’udienza preliminare, al termine di un’indagine della Squadra Mobile e della magistratura requirente ennese, che è diretta dal procuratore Massimo Palmeri, si aprirà il 5 ottobre dinanzi al gup Giuseppe Noto. La richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Domenico Cattano riguarda otto persone, tra cui l’ex direttore del Troina Silvestro Dario Dell’Arte e il patròn Giovanni Alì.

Le decisioni del giudice sportivo: il Troina partirà da -10 nella prossima stagione

La settimana scorsa è arrivato il verdetto del giudice sportivo, da cui è arrivata la penalizzazione di 10 punti per il Troina, che salvo ricorsi dovrà essere scontata nella prossima stagione in serie D (ovvero, si legge nel comunicati del giudice sportivo, “qualora non iscritta ad alcun campionato, nella prima stagione sportiva utile, e ammenda di euro 5 mila”). Tra le altre, poi, sono arrivate le inibizioni per 4 anni per Alì e per 5 anni per Dell’Arte, con preclusione, per quest’ultimo, alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc; la squalifica per 5 anni per il portiere protagonista dello scandalosa sconfitta con l’Acireale, Daniel Serenari.

Le accuse della Procura ordinaria di Enna: due partite truccate e due tentativi di combine

Sulla vicenda sono state svolte due indagini: una è quella della Procura della Federcalcio, che si è chiusa in questi giorni col verdetto; e quella da cui è partito tutto, condotta dalla Procura ordinaria di Enna, che contesta quattro ipotesi di reato a otto indagati. La prima ipotetica imputazione, qualora si giungesse a un rinvio a giudizio, riguarda la partita Troina-Rotonda, persa 3-0 a tavolino dagli ennesi il 3 aprile 2019. Ed è contestata all’allora direttore sportivo Dell’Arte, a Francesco Giuseppe Bruno, in qualità di presidente del Rotonda, all’allenatore in seconda del Troina Giovanni Ciadamidaro e a Vincenzo Bruno, figlio di Francesco Giuseppe. Secondo la Procura, la società ospite avrebbe acquistato, nel vero senso della parola, il risultato finale, offrendo a Dell’Arte la somma di 34.700 euro. Dell’Arte e Ciadamidaro, che quel giorno sostituiva Boncore nella panchina del Troina, avrebbero volutamente effettuato una sostituzione irregolare, mettendo in campo un giocatore “classe ’99” al posto di un “classe 2000”, cosa che è vietata dal regolamento. Un “errore” che sarebbe stato commesso apposta, in pratica, al fine di determinare la vittoria a tavolino degli ospiti. Il figlio del presidente del Rotonda indagato, Vincenzo Bruno, per l’accusa avrebbe effettuato assieme al padre i bonifici di pagamento del prezzo della combine.

Il secondo caso è contestato solo al portiere del Troina Daniel Serenari, solo a lui perché altri ipotetici complici non sono stati individuati (“in concorso con ignoti”). E’ il caso del match Acireale-Troina, svoltosi il 22 settembre 2019. Una gara in cui il portiere, con una serie di errori grossolani, avrebbe ribaltato la gara al fine di vincere una scommessa sul risultato esatto: 4-2 in favore degli acesi. In vantaggio 2-1 a fine primo tempo, tre papere del portiere hanno fatto sì che il risultato finale fosse proprio quello “pronosticato” da Serenari. Una scommessa da 50 euro, in un’agenzia di Siracusa, da cui avrebbe ricavato 2.900 euro di vincita. Va sottolineato un elemento: l’Acireale calcio, con questa storia, non c’entra nulla, tant’è che nessuno fra i suoi dirigenti e giocatori è stato indagato per questa vicenda e anche la giustizia sportiva ha ritenuto l’Acireale estraneo a ogni illecito.

Vi è poi il tentativo di truccare il match tra Corigliano e Troina, un’ipotesi di reato che viene contestata al patròn Alì, allo stesso Dell’Arte, al presidente del Corigliano calcio Mauro Nucaro e a una persona a lui vicina, Orazio Acri. Il tentativo, tuttavia, sarebbe rimasto incompiuto perché Alì avrebbe ritenuto il prezzo offerto da Nucaro, che non è indicato nella descrizione dell’accusa, “troppo basso”. Per la cronaca, poi il match dell’8 gennaio 2020 si concluse comunque con una sconfitta dei troinesi per 1-0, ma la sconfitta avvenne sul campo, senza alcuna combine.

Infine c’è un’accusa contestata solo a Dell’Arte, che per la Procura di Enna avrebbe tentato di combinare il risultato della partita Troina-Marina di Ragusa, poi vinta dai troinesi per 1-0 il 16 febbraio 2020. In quell’occasione Dell’Arte avrebbe contattato il presidente del Marina di Ragusa offrendo la disponibilità a concordare un pareggio, eventualità che dal presidente della formazione iblea è stata respinta al mittente, nonostante fosse stata formulata con espressioni piuttosto perentorie: “Ma a te piace restare amici?”; “tu mi capisci! Ti piacerebbe restare amici?”; “Tu devi guardare anche tante cose, cioè un punto là non sarebbe male”. Il presidente del Marina di Ragusa, come detto – ma è opportuno ribadirlo – non accettò di essere coinvolto nel tentativo di truccare il match.

Le dichiarazioni dell’avvocato Giuffrida: “Quanto avvenuto è inaccettabile”

“Mi batto da sempre per l’affermazione dei valori dello sport, e quello che ho visto è veramente scandaloso”. Così l’avvocato Giuffrida ribadisce la sua intenzione di costituirsi parte civile. “I tifosi, la società sana di Troina e gli sportivi che con passione si affacciano a questo sport, non meritano che i risultati vengano truccati – prosegue -. Io stesso, trovandomi coinvolto in questa situazione, sono stato danneggiato sul piano dell’immagine, perché accostato a una situazione con cui non avevo niente a che fare; e così anche il vicepresidente Gambino, che si costituirà a sua volta. Ciò che è avvenuto è intollerabile”. Giuffrida è colui che ha segnalato il caso della partita con l’Acireale, che sarebbe stata truccata: “Mi hanno mostrato un video del portiere Serenaro intento a contare dei soldi e l’ho convocato, l’ho interrogato e lui ha fornito spiegazioni poco convincenti, alla luce di quanto visto in campo – conclude -. Quello è stato il momento in cui ho compreso che la situazione non poteva non essere segnalata alle autorità. Io sono un avvocato e non accetterò mai situazioni di questo tipo. La nostra è una comunità che ha espresso a gran voce il proprio contrasto a ogni forma di illegalità. A ottobre sarà parte civile: ciò che conta è chi ha sbagliato paghi”. 


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