Fondi europei, chiuso il 2007-13 | Crocetta: “C’è chi ha lavorato male”

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24 Marzo 2017, 16:27

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PALERMO – “Contrariamente a quanto dicevano i profeti di sventura abbiamo raggiunto questo obiettivo, abbiamo certificato la spesa e abbiamo mantenuto il piano. E uno dei motivi per cui il Pil siciliano è cresciuto negli ultimi due anni e mezzo fino al 3,6 è perché abbiamo rispettato la programmazione”. Il governatore Crocetta rivendica il risultato raggiunto dal suo governo sulla spesa dei  fondi europei nel giorno  in cui a Palermo si presentano i risultati di chiusura del Po Fesr 2007-20013. Ma non manca la polemica  contro “alcuni burocrati”: “Certo, c’è chi ha fatto di più e chi ha fatto di meno tra i direttori, le valutazioni non sono tutte positive. L’80% per cento dei direttori ha fatto il proprio dovere, c’è anche chi ha fatto addirittura di più e poi c’è chi ha fatto veramente poco, come ai Beni culturali o allo Sviluppo economico”.

Il Po Fesr 2007-2013 si chiude con una spesa complessiva del  96% dei  fondi destinati alla Sicilia dall’Unione europea. Il bilancio dei fondi europei spesi dalla Regione Siciliana e dei progetti realizzati è stato presentato oggi nelle sale dell’Albergo delle Povere di Palermo. La previsione della spesa, al 31 marzo 2017, oscilla tra i 4,189 e i 4,214 miliardi di euro, con un tasso di attuazione del programma che si aggira, appunto, tra il 96,1 ed il 96,7 per cento della dotazione complessiva di 4,359 miliardi di euro.

“Non vogliamo definirlo miracolo, ma abbiamo realizzato qualcosa che sembrava impossibile”, ha aggiunto Mariella Lo Bello, vice presidente della Regione siciliana, che oggi ha presieduto il Comitato di sorveglianza del Programma per l’approvazione formale del documento conclusivo, il rapporto finale di esecuzione, che va presentato entro il 31 marzo.

“Alla fine del 2012 eravamo decisamente indietro – ha affermato Vincenzo Falgares, – e subivamo i duri colpi della feroce crisi economica. Poi, tra il 2013 e il 2014 abbiamo impresso un’accelerazione che ci ha portato al risultato di oggi”. Sui dirigenti che hanno “lavorato meno”, il presidente Crocetta annuncia: “Non è ammissibile che siano trattati allo stesso modo di quanti hanno lavorato al massimo delle loro possibilità e oltre, è una questione che tratteremo al più presto anche con i dirigenti sindacali”.

Tra i grandi progetti realizzati con i fondi europei, la metropolitana di Catania, il raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta e gli interventi sull’acquedotto Montescuro che serve comuni tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Si è discusso, tra l’altro, anche degli strumenti di ingegneria finanziaria attivati nell’ambito del Programma, con la presentazione di un progetto realizzato alla biblioteca dell’università “Kore” di Enna. Per quanto riguarda, poi, la territorializzazione, si sono realizzati i nuovi impianti di risalita di Piano Battaglia, il Centro neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina, e ancora, è stato rifunzionalizzato l’ospedale “Aiello” di Mazara del Vallo e riqualificato il Teatro Santa Cecilia di Palermo.

Nel dettaglio, per quanto riguarda l’Asse 1, relativo a Reti e collegamenti per la mobilità, sono stati realizzati 36 chilometri di nuove strade, 31,2 chilometri per il primo tratto dei lavori di raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta, 4,8 chilometri, invece, per il secondo tratto. Al 31 marzo 2019 sarà completata l’autostrada Siracusa-Gela con circa 85 chilometri di nuove strade, mentre sono stati 464 i chilometri di strade ristrutturate. Riguardo, infine, alle ferrovie urbane, sono stati realizzati 5 chilometri di strada ferrata per la metropolitana di Catania, 170 i chilometri di ferrovie ristrutturate e 88 mila cittadini aggiuntivi serviti da trasporti urbani migliorati, tra il nuovo tram di Palermo e la Circumetnea di Catania.

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Sul fronte energetico (Asse 2) c’è stato un incremento della capacità installata per la produzione di energia da fonti rinnovabili di 2,21 megawatt e su quello dei rifiuti sono calati quelli conferiti in discarica del 19 per cento, mentre è aumentata la raccolta differenziata dal 5 al 12,8 per cento. I depuratori realizzati ed adeguati sono stati, invece, 21. Numeri positivi anche per l’ambiente, con 36 progetti realizzati per il miglioramento della qualità dell’aria, 1,7 chilometri quadrati di aree bonificate, 418 progetti di prevenzione dei rischi ed oltre 30 mila abitanti beneficiari di misure di protezione contro le alluvioni.

Positivo il bilancio anche per gli interventi di valorizzazione dei beni culturali e per l’attrattività turistica (Asse 3). Sono stati 108 gli interventi di restauro di grande pregio storico, monumentale, volti a riqualificare e rendere funzionali ed accessibili i beni del patrimonio siciliano. Mentre 318 sono stati i progetti in favore del turismo regionale, dalle campagne promozionali per le fiere all’estero, a quelli dedicati alle strutture termali o agli impianti sportivi.

Per quanto riguarda, invece, la diffusione della ricerca dell’innovazione (Asse 4), i progetti di ricerca e sviluppo sono stati 195, mentre 97 quelli di cooperazione tra imprese ed istituti di ricerca e 308 mila i cittadini raggiunti dalla banda larga. E ancora, per lo sviluppo dell’imprenditorialità locale (Asse 5), 13.422 progetti realizzati dalle pubbliche amministrazioni per un totale di oltre 1,2 milioni di finanziamenti indotti. Lo sviluppo urbano sostenibile (Asse 6), infine, ha visto concretizzarsi 170 progetti in ambito sanitario, 447 progetti per la sostenibilità e l’attrattiva di città e centri minori, e 87 per le imprese e le nuove tecnologie.

“Abbiamo recuperato praticamente tutto – ha aggiunto Mariella Lo Bello – rispetto ai numeri catastrofici di qualche anno fa e adesso siamo pronti per questa nuova fase, il Po Fesr 2014-2020, che ci darà la possibilità di recuperare un po’ di quanto perso in passato”.

Grillini al contrattacco

“I toni trionfalistici del presidente Crocetta sulla chiusura del programma operativo Po Fesr 2007-2013 ci fanno rimanere a dir poco basiti. Crocetta e la sua giunta festeggiano per una autocertificazione, non per un dato di fatto. Altro che vittoria, la Sicilia potrebbe perdere 500 milioni di euro nella migliore delle ipotesi”. Lo dicono l’eurodeputato Ignazio Corrao e il deputato regionale Giancarlo Cancelleri dei 5stelle. “Crocetta festeggia ancor prima di sapere quale sarà la risposta della Commissione Europea”, spiegano Corrao e Cancelleri. Attualmente dai dati di certificazione aggiornati risulta che la Regione siciliana su una spesa di 4,350 mld di euro abbia certificato il 96%. “A noi risulta però – sottolineano i due esponenti M5S – che la certificazione fino a pochi giorni fa si attestasse ad un dato drammatico che superava di poco i 3,8 mld di euro, lasciando presagire una perdita sicura di quasi mezzo miliardo di euro”. Corrao e Cancelleri spiegano con un parallelismo di natura scolastica il rapporto tra la Regione siciliana e la Commissione Europea. “È come se – dicono i due parlamentari – uno studente fino a 10 minuti prima di consegnare un compito d’esame avesse davanti a sé solo un foglio pieno di scarabocchi, per poi consegnare miracolosamente, al suono della campanella, un compito completo. Lo stesso ha fatto la Regione: ha sonnecchiato per anni sui banchi delle verifiche di avanzamento della spesa e di certificazione (infatti a fine dicembre 2016 la cifra da certificare era oltre gli 800 milioni di euro su una spesa di 4,350 mld), salvo agli ultimi minuti esibirsi in una prodigiosa accelerata prima del suono della campanella di Bruxelles”. “Come avrà fatto la Regione siciliana a completare un compito che fino a 5 minuti prima era solo uno scarabocchio? Con quali progetti la Regione ha certificato centinaia di milioni di euro di fondi Ue?”, si chiedono di due portavoce M5S. “Non solo – dicono Corrao e Cancelleri – l’alunno-Regione ha esultato per festeggiare la promozione prima della verifica del compito, nonostante la professoressa che ha ritirato le prove d’esame abbia notato già il mancato rispetto di alcune regole di grammatica e ortografia: il regolamento e le piste di controllo che guidano la certificazione della spesa Ue richiedono, prima di certificare, la visita e il controllo in loco, ove si trova il progetto finanziato, ma la Regione certifica tutto basandosi solo su auto-dichiarazioni di completamento e funzionamento dei progetti finanziati”.

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24 Marzo 2017, 16:27

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