Formazione, gli enti contro il rischio di oligopolio nel settore - Live Sicilia

Formazione, gli enti contro il rischio di oligopolio nel settore

Le associazioni datoriali si dicono pronte a fare ricorso
LA NOTA
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PALERMO – “Queste organizzazioni datoriali, che congiuntamente rappresentano oltre il 90% delle strutture impegnate nel settore dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale in Sicilia, ritengono che il tavolo di programmazione dei percorsi destinati ai giovani minorenni siciliani abbia solo parzialmente affrontato le questioni che riguardano l’imprescindibile necessità di riordinare il sistema della istruzione e formazione professionale in Sicilia (IeFP). Un settore, molto delicato che offre concrete opportunità ai nostri giovani, preparandoli ad affrontare il futuro attraverso l’acquisizione di mestieri spendibili nel mondo del lavoro”. È questa la posizione espressa dai rappresentanti degli enti di formazione riuniti sotto le sigle Anfop Sicilia. Forma Sicilia, Federterziario Scuola, Forma.Re e Asef, all’esito del tavolo convocato dall’assessore alla Formazione professionale Alessandro Aricò ieri primo luglio.

“Queste organizzazioni – prosegue la nota dei datoriali – hanno anzitempo rappresentato la questione all’odierno assessore attraverso un documento volto trovare opportune soluzioni atte a colmare le sperequazioni ad oggi presenti nell’ambito dell’offerta formativa regionale. Un sistema che attualmente vede concentrato il finanziamento dell’offerta formativa in capo a pochissimi soggetti in grado di influenzare la tipologia dell’offerta stessa, i profili professionali e le modalità di gestione delle commesse”.

I datoriali spiegano qual è il cuore del problema. “Il rischio che il sostanziale regime di oligopolio si trasformi in abuso di posizione dominante, da parte di taluni Enti di formazione – spiegano -, non solo mina l’interesse generale, ovvero quello di offrire agli studenti la massima pluralità nell’offerta formativa, a garanzia della qualità e diversificazione della stessa, ma evita inoltre che un pubblico servizio, come l’istruzione, diventi un vero e proprio business.

“L’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante – ricordano d’altronde le sigle di rappresentanti degli enti – all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, per la legge italiana è considerato atto vietato. Tale principio è stabilito non solo da diverse direttive europee in materia ma anche dalla legge regionale sulla formazione professionale secondo cui la Regione deve ‘applicare i principi di parità di trattamento, di trasparenza, di proporzionalità, di mutuo riconoscimento nella selezione degli enti attuatori e la relativa assegnazione dei finanziamenti’. Riteniamo, quindi, che l’abuso di posizione dominante è pericoloso perché assegna a pochi un potere economico e politico che trasforma il settore in un oligopolio.

“Rimaniamo disponibili ancora al confronto – spiegano gli enti di formazione – ma non accettiamo che un’associazione di categoria minacci il ricorso amministrativo per favorire un sistema oligarchico. Noi, per cultura, siamo per la più ampia partecipazione al sistema di istruzione pubblica. Siamo consci che la legge vieta tutto ciò attraverso un sistema atto a evitare il precostituirsi di una posizione dominante, siamo disponibili ad adire le vie legali – concludono -per salvaguardare un settore importante della formazione professionale.

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