“Dite le cose come stanno, non certo come dice la Procura”, spiega Gaetano Armao ai cronisti al suo arrivo al palazzo di giustizia di Palermo per l’interrogatorio preventivo.
È tranquillo? “Come mi vede?”. La risposta, sorridendo, è sì prima di entrare in tribunale accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Giovanni Rizzuti e Valerio Galassetti.
Prima di lui sono arrivati il presidente della Sa.Mo Luigi Zancla, accompagnati dagli avvocati Sergio Monaco e Felice Di Salvo, e il deputato regionale Giuseppe Lombardo che ai cronisti ha detto “risponderò”.
Bisogna invece capire quale sarà la strategia difensiva degli altri indagati.
Si è avvalso della facoltà di non rispondere Luigi Zancla, ex presidente della Sa.Mo che si occupa di cure palliative.
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“Secondo me non si è tenuto conto almeno non emerge dalle indagini che la SaMo è una Onlus, dunque no profit. Non si tratta di imprenditori che cercano guadagni maggiori o lauti – spiega l’avvocato Monaco – ma si tratta di tutelare un servizio per i malati terminali e non può essere esteso a un mercato dove può presentarsi un interesse economico”.
E sull’assunzione alla Sa.Mo di una consigliera comunale di Gravina di Catania? “Si è trattato di una segnalazione di un deputato regionale per un’assunzione di tre mesi. Non credo che per tre mesi si possa vendere la funzione pubblica”.



