Gennuso resta ai domiciliari | Respinta la richiesta dei legali - Live Sicilia

Gennuso resta ai domiciliari | Respinta la richiesta dei legali

Nella difesa del deputato anche il ricordo di passate denunce contro i clan.

Indagato per voto di scambio
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SIRACUSA – Aggiornamento 19.25 A poche ore dal termine dell’interrogatorio di garanzia, il gip Sammartino ha respinto la richiesta del legale di Gennuso, che quindi resta agli arresti domiciliari. Il suo avvocato presenterà ricorso al tribunale del Riesame di Catania.

La richiesta dei legali

Ha rivendicato un palmares storico di denunce nei confronti dei gruppi malavitosi, compreso il clan operante nella zona sud della provincia di Siracusa, e si è dichiarato innocente riguardo ai fatti contestati. Il deputato regionale Pippo Gennuso è comparso stamattina davanti al gip del tribunale di Catania per l’interrogatorio di garanzia. Da lunedì sera è agli arresti domiciliari accusato di voto di scambio politico-mafioso. Secondo la Procura distrettuale antimafia etnea lo avrebbe commesso nel corso della campagna elettorale per le Regionali, in concorso con altre due persone ritenute l’una appartenente ai clan, l’altra un intermediario.

Davanti al gip Gennuso è arrivato senza che in questi quattro giorni abbia potuto interloquire con il proprio legale: nell’ordinanza, il colloquio con i difensori è stato discrezionalmente differito dal gip a dopo l’interrogatorio di garanzia. Gennuso, accusato di aver comprato voti dal clan della famiglia avolese dei Crapula, che farebbero riferimento ai Trigila operanti nell’area Sud della provincia aretusea, ha negato di aver avuto rapporti con le persone coimputate, negato incontri e intese di alcun tipo. A sua difesa ha citato tutta una serie di denunce che in questi anni ha depositato nei confronti di gruppi malavitosi, compreso il clan Trigila. Ha citato in particolar modo una sentenza, già depositata da tempo presso la Corte d’Assise di Siracusa, in cui su sua denuncia finì condannato un capo clan. Ha ricordato anche di aver denunciato quattro persone un anno fa per tentata estorsione contro le aziende della sua famiglia. Raggiunte da ordinanza di custodia cautelare, va detto che queste persone sono state scarcerate dal tribunale del Riesame e la Cassazione ha confermato questa decisione. Il legale di Gennuso, Mario Fiaccavento, al termine dell’interrogatorio formulato sia dal gip Giuliana Sammartino sia dal pm, ha chiesto la revoca dell’ordinanza che ha disposto la misura degli arresti domiciliari. Tra un paio di giorni arriverà la decisione del gip.

Il sindaco Garozzo: “Vicenda emblematica”

“Fermo restando il garantismo, la vicenda che coinvolge il deputato regionale Giuseppe Gennuso è l’ennesima dimostrazione che dalle parti di Forza Italia e del centrodestra la moralità e la correttezza dei comportamenti individuali è un optional”. Lo afferma in una nota il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo. “Ancora più grave – aggiunge – è l’intervento del commissario provinciale di forza italia il quale avrebbe fatto meglio a tacere piuttosto che liquidare il tutto banalizzandolo sull’amicizia. Nella nostra città sappiamo perfettamente dove risiede l’onesta’, ne abbiamo avuto un esempio efficace con il cosiddetto ‘sistema Siracusa’. Comprare i voti e/o scippare il consenso a chi ha condizioni di difficoltà o di bisogno è una delle pratiche più abiette che continua a praticare la mala politica”. “Trovo ancora una volta stupefacente – osserva il sindaco – che il PD, di cui mi onoro di essere componente della direzione nazionale, non abbia sentito il dovere di intervenire su questa vicenda mentre e’ solertissimo nell’attaccare con strumentalità l’esperienza amministrativa che ho il piacere di guidare. A chi pensa che governare con onestà è sinonimo di stupidaggine dico con orgoglio che grazie a esperienza come la nostra che questa nostra città, e questa nostra regione possono sperare in un presente migliore. Ai cittadini dico: abbiate la forza di reagire a chi costruisce con la corruzione e l’intimidazione il proprio consenso. È possibile costruire modelli positivi di ricerca del consenso e con modestia l’esperienza che ho guidato in questi anni ne è un piccolo esempio”.


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