Giorgio Napolitano| l’uomo che ha cambiato il Paese

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25 Maggio 2013, 15:05

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Un momento della lezione dibattito al polo didattico di Giurisprudenza

CATANIA – “L’eccezionale Bis del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”, questo il titolo della lezione-dibattito che ha concluso ieri sera il corso di Diritto Costituzionale al Polo Didattico del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania. All’incontro sono intervenute personalità illustri del mondo Accademico catanese e non solo, a partire dal Magnifico Rettore Giacomo Pignataro. “ La difficoltà nella scelta del nuovo Presidente della Repubblica – ha spiegato il Rettore – è stato un segno di debolezza del sistema politico del Paese. In gioco c’è il futuro delle nuove generazioni. E’ un vanto che nella nostra Università, insieme ai ragazzi, si affrontino temi così attuali e impegnativi.” Erano presenti anche Roberto Pennisi, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza; i docenti Tommaso Auletta, Francesco Paterniti, Stefano Ceccanti (Università di Roma “La Sapienza”), Giovanni Guzzetta (Università di Roma “Tor Vergata”), Felice Giuffrè e Ida Nicotra, che nell’occasione hanno presentato il volume, “Il Presidente della Repubblica. Frammenti di un settenato”.

La figura del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la sua recente rielezione, al centro della riflessione: la capacità indiscussa di avere rafforzato il ruolo del Capo dello Stato in seno al sistema istituzionale, riuscendo a scardinare i limiti tassativi dei poteri stabiliti dalla Costituzione e andando oltre. Un uomo di estrema intelligenza e di buon senso che striglia i partiti all’occorrenza, tuona contro il modus operandi spensierato della politica, ma che per il bene del Paese si è nuovamente fatto carico di un compito così complesso.

In occasione dell’incontro è stato presentato il volume, “Il Presidente della Repubblica. Frammenti di un settenato”, a cura di Felice Giuffrè e Ida Nicotra. “La disciplina che regolamenta la figura del Capo dello Stato – spiega Giuffrè – risulta quasi abbozzata ed avvolta da un alone d’indeterminatezza, ma non è casuale. Una duttilità che è si è rivelata utile e cruciale, in un momento così problematico per il nostro Paese, giacché ha consentito di modulare la figura del Capo dello Stato in base alle esigenze del Paese. Napolitano – prosegue – ha segnato una svolta nel modo d’interpretare il ruolo del presidente della Repubblica, riuscendo magistralmente a sintetizzare le esigenze dei cittadini, rimettendole al vaglio delle forze politiche e stimolando la dialettica. Non posso fare a meno di ricordare Sandro Pertini, e il monito che rivolse al Governo in occasione del sisma in Irpinia. Si recò nei luoghi del terremoto, ascoltò la gente e si fece portavoce del loro dolore. In quell’occasione fu fortemente criticato, e allo stesso modo, oggi, Napolitano, è stato contestato per avere fatto eccessivamente sentire la sua voce in occasione della formazione del nuovo Governo. Io credo invece – aggiunge – che la sua figura si sia perfettamente inquadrata in quelle che sono le sue prerogative, entrando nel vivo del potere politico.”

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La metafora della fisarmonica per descrivere il carattere flessibile dei poteri politici che si ampliano e si ristringono all’occorrenza, “ Siamo di fronte – continua Giuffrè – ad una dilatazione permanente dei poteri istituzionali tradizionalmente assunti. E’ sempre più insistente l’esigenza di conferire una veste Costituzionale definita a questa tendenza, rispetto alla quale è ormai difficile tornare indietro.” Da più parti, è ravvisabile, il desiderio di rimettere al popolo italiano la decisione, su chi debba ricoprire o meno il ruolo del Presidente della Repubblica. “E’ auspicabile, altresì, una Riforma Costituzionale che soddisfi pienamente la volontà dell’elettorato, il quale vuole più che mai incidere significativamente nella scelta del Capo dello Stato. L’elezione diretta – conclude – risulta l’unico strumento attraverso il quale ridurre la distanza tra eletti ed elettori.”

Nel novembre del 2011 la formazione del Governo Monti, nominato da Napolitano, rappresenta un passaggio cruciale della storia della politica del Paese, “ Uno spartiacque, significativo che non ha precedenti – sottolinea Ida Nicotra – il governo Monti è stato più che mai il governo del Presidente. Un episodio che ha evidenziato il ruolo crescente del Capo dello Stato nel panorama politico. “ Viene avanzata la proposta del modello francese del semipresidenzialismo come input per la revisione del sistema in Italia, ” puntare ad una riforma della legge elettorale – conclude – combinata ad un sistema semipresidenziale rappresenterebbe la chiave di volta per il rilancio del Paese”.

Antonio Condorelli, moderatore dell’incontro, ha sviscerato il dibattito giuridico in più parti, sollevando questioni di carattere giornalistico, alla luce, in particolare, delle recenti indagini giudiziarie della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, dalle quali spuntano intercettazioni telefoniche (non pubblicabili) tra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino, “ E’ errato – ha spiegato Francesco Paterniti – interpretare i fatti come un voler tramare contro lo Stato con l’intento di sovvertire le cose. Il presidente Napolitano, non potrà essere interrogato perché lo impedisce la decisione della Corte Costituzionale, a tutela della riservatezza delle comunicazioni del Capo dello Stato, avendo, anche valutato il carattere irrilevante del contenuto audio.”

 

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25 Maggio 2013, 15:05

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