“Giornalismo cinico e violento | sulla morte del piccolo Loris”

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04 Dicembre 2014, 17:14

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PALERMO- “Quello che sta raccontando la triste morte del piccolo Loris è un giornalismo cinico, a volte violento”. Lo ha detto don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter, da anni impegnato nella lotta alla pedofilia, in un’intervista alla Radio Vaticana. “Ciò che più preoccupa – ha spiegato Don Di Noto – è la morbosità dei media sulla vita della mamma, dei parenti più stretti. Affermare che il piccolo abbia subito violenza senza alcun riscontro certo o che i genitori sanno qualcosa ma non parlano è una cosa grave; mettere in circolo questi sospetti io credo che possa sviare le indagini che sono invece condotte con oculatezza e delicatezza”.

“Questo sistema dell’informazione – continua ancora don Di Noto – è sempre più cinico: ad esempio la fotografia delle mutandine ritrovate dagli inquirenti non dice nulla eppure è stata diffusa ampiamente e morbosamente da tutti i media: eppure noi sappiamo benissimo che questo tipo di foto fanno la felicità dei pedofili che in rete comprano questo genere di fotografie. Nella deontologia giornalistica ci sono molte ‘carte’, molti codici di comportamento, che vengono disattese”. “Nella famiglia del piccolo Loris – ha ammonito il sacerdote – non dimentichiamoci che c’è un altro bambino di quattro anni. Tante volte il sistema dell’informazione dimentica che in ballo ci sono persone che hanno una propria storia, delle emozioni, e non possono finire nel tritacarne mediatico. E questa violenza non risparmia neanche la comunità di Santa Croce in Camerina. Quando un giornalista solo per il gusto di ottenere per primo e a tutti i costi ‘la notizia’, entra a gamba tesa nella vite delle persone, che ci sia una repulsione è quasi comprensibile. Il giornalista dovrebbe raccontare fatti concreti, non retroscena non provati e verificati, come spesso accade nei talk show”.

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(Fonte ANSA)

Pubblicato il

04 Dicembre 2014, 17:14

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