“Giornata dell’orgoglio pedofilo” |Massima allerta della Polizia

di

22 Dicembre 2012, 07:00

4 min di lettura

CATANIA – “Siamo in stato di allerta e stiamo monitorando il web”. Marcello La Bella, dirigente della Polizia Postale di Catania, è chiaro: nella giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo “la soglia di attenzione è al massimo livello”. Verifiche, ispezioni, ricerche. Gli agenti della polizia postale, in queste ore, stanno scandagliando ogni angolo virtuale di internet cercando link, forum, portali e segnali di una qualsiasi manifestazione o iniziativa organizzata per il 22 dicembre. Data, quella di oggi, scelta dai pedofili per celebrare e celebrarsi. E come? Con scambio e condivisione di video, immagini, foto, materiale audio pedo-pornografico.

“La nostra analisi – spiega a LiveSiciliaCatania Marcello La Bella – mira ad identificare siti ed utenti italiani”. Catania è coinvolta in qualche iniziativa legata all’orgoglio pedofilo? “Fino a questo momento no – risponde – però, ripeto, siamo in costante monitoraggio”.  Segnalazioni importanti sono arrivate al centro operativo etneo dall’Associazione Meter, di Don Fortunato di Noto.  In una sola ora di supervisione del web sono stati individuati: 486 bambini coinvolti, 26 segnalazioni, 315 link e siti di riferimento, 4 portali, 1 chat e 5 siti con riferimento alla celebrazione internazionale dell’”orgoglio pedofilo”.

Un’attività quella della polizia postale etnea che ha portato risultati eccellenti nella lotta alla pedofilia on line. In pochi mesi sono stati arrestati, in tre distinte operazioni, tre pedofili. Le indagini sono state coordinate dal pool antipedofilia della Procura di Catania guidata dal procuratore aggiunto Marisa Scavo. “Il nostro è un lavoro delicato – commenta a LiveSiciliaCatania – che non finisce con l’individuazione e l’arresto del pedofilo, ma continua con il lavoro di supporto emotivo e psicologico della vittima. E’ necessario operare da una parte sul fronte prettamente investigativo, dall’altro su quello relativo al sostegno del minore che ha subito l’abuso”.

Come si spiega il fatto che è stato creata, addirittura, una data per celebrare il fenomeno della pedofilia? “Non c’è una motivazione – analizza Marisa Scavo – la pedofilia è un crimine che nasconde molti risvolti, anche psicologici. Il pool antipedofilia di Catania sta lavorando su diversi fronti ottenendo risultati importanti: pedopornografia, adescamento e violenza del minore. Devo dire che, oggi, nel contrasto alla pedofilia abbiamo anche un nuovo strumento normativo che ci permette più incisività negli interventi”. A quale legge si riferisce? “Mi riferisco al trattato Lanzarote, che in Italia è stato ratificato il 23 ottobre 2012 è che fornisce nuovi strumenti sia per arginare il fenomeno, ma anche per accompagnare la vittima nel percorso di accettazione e superamento del trauma”.  In riferimento alla giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo, “la legge Lanzarote – spiega il procuratore aggiunto – chiarisce che l’istigazione alla pratica di pedofilia è un reato penale. Non può, certo – commenta Marisa Scavo – considerarsi una manifestazione del libero pensiero”. “La lotta, però, deve partire dalle scuole  – è l’invito del procuratore – attraverso incontri e seminari. I fatti e le indagini dimostrano che l’emersione del fenomeno e la denuncia arrivano nella maggior parte dei casi dopo che i professori o le maestre hanno dedicato spazio e tempo all’argomento”.

Articoli Correlati

Catania è una delle capitali italiane della pedofilia. In poche settimane è stata al centro di diverse operazioni condotte dal pool guidato da Marisa Scavo che ha affidato le indagini alla polizia postale. Ad ottobre è finita in manette una donna che seviziava il figlio con oggetti sacri, in alcune occasioni  vestita da suora, come dimostrano i video sequestrati dagli inquirenti. I filmati erano caricati su un portale visibile solo attraverso il deepweb: un meccanismo non indicizzato da Google e che permette, così, di non essere riconoscibili e mantenere il più assoluto anonimato. “La donna è ancora in carcere – commenta Marisa Scavo – non c’è stata neanche richiesta al Tribunale del Riesame”. Dietro le sbarre, come Pasquale Rabuazzo, il pedofilo sieropositivo che adescava bimbi al centro storico.  Oppure come il professionista di 49 anni che avrebbe abusato in maniera continua e violenta di una ragazzina di 13 anni e mezzo, figlia di amici di famiglia.

Un crimine aberrante che, a Catania, sembra celare retroscena a sfondo satanico. Una pista, quella pedo-satanista, confermata da Marcello La Bella ai microfoni di LiveSicilia. La ricerca è tra le chiese, teatro di molti abusi. Violenza nella violenza, raccapriccio nel raccapriccio. E la mente va indietro nel tempo ad Acireale, alla storia di Don Carlo Chiarenza della Chiesa di San Sebastiano accusato di presunti abusi sessuali dal ricercatore Teodoro Pulvirenti. Una pagina triste della Chiesa dove un parroco, avrebbe ucciso, vent’anni fa, l’innocenza di un giovane animatore. Una denuncia, una registrazione, il mensile S raccontò tutti i retroscena. La procura di Catania aprì un’inchiesta. Come procede l’indagine su Don Carlo Chiarenza? Marisa Schiavo è chiusa nel più stretto riserbo: “Su questa indagine non posso fornire alcuna informazione”. L’indagine è ancora aperta. La verità giudiziaria arriverà.

 

Pubblicato il

22 Dicembre 2012, 07:00

Condividi sui social