Gli albergatori a Bianco |”Tornare alla Primavera”

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14 Marzo 2013, 17:06

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CATANIA – Dopo la presentazione della piattaforma di proposte ed iniziative di stampo squisitamente turistico, stamane, in una sala dell’hotel Excelsior, Federalberghi, Fipe e Faita hanno incontrato il senatore Enzo Bianco, candidato sindaco di Catania.

Durante l’incontro richiesto dal candidato a primo cittadino Enzo Bianco, un ulteriore ed accorato grido d’allarme è stato lanciato da Federalberghi, Fipe e Faita, che già da tempo denunciano, senza mezzi termini, la drammatica situazione in atto. Tra i presenti anche i presidenti Fipe e Faita, rispettivamente Dario Pistorio e Pippo Zingale.

E’ tempo di scelte. E’ tempo di alleanze. Ma è anche, e soprattutto, tempo di azioni concrete, chiare, decisive ed incisive. Occorre svegliare la città che è caduta in un torpore e sembra che non voglia – o non possa – svegliarsi. Il turismo va a picco e con lui tutto ciò che gli ruota intorno.

Il 27% del tasso di riempimento alberghiero, questo il parametro emerso, è ictu oculi un valore non deficitario, ma fallimentare. Le strutture – stando alle parole di Nico Torrisi, presidente Federalberghi Catania – sono per ¾ vuote con l’aggravante che migliaia di posti di lavoro sono andati perduti e quei lavoratori che fino all’anno scorso avevano potuto fruire dell’indennità ordinaria di disoccupazione oggi sono rimasti a bocca asciutta. “Mi riferisco ai lavoratori saltuari, cioè gli extra e gli stagionali – dice Torrisi – per lo più attivi nella costa jonica, compresi Taormina e Giardini. Alcune strutture – prosegue – hanno chiuso, altre notoriamente sono in vendita e altre – basta chiedere ai sindacati –  si avvalgono di contratti di solidarietà, di sospensioni o di licenziamenti anche in presenza di contratti a tempo indeterminato”.

Toni duri quelli di Nico Torrisi, non più disposto ad aspettare: “Adesso basta, siamo determinati e impossibilitati a procrastinare le scelte”. Un quadro preoccupante, quindi, al pari di quello che ha investito altri settori, quale quello automobilistico di Termini Imerese. “Con la differenza che solo nel secondo caso si è parlato di scandalo – incalzano alcuni componenti di Federalberghi – dandone massima risonanza e ci si è battuti con estrema forza per calamitare l’attenzione generale”.

Dopo la presentazione della piattaforma con proposte ed iniziative di stampo squisitamente turistico, stamane, Federalberghi ha voluto incontrare il candidato sindaco senatore Enzo Bianco. “Abbiamo accolto la richiesta – afferma ai microfoni di livesiciliacatania Nico Torrisi – da parte del senatore Bianco di un incontro, in considerazione del fatto che riteniamo debba essere sensibilità dei candidati ricevere il mondo imprenditoriale, e nello specifico quello degli albergatori, impegnati a portare il pil interno direttamente in Sicilia. Si ricordi – prosegue – che noi, a differenza degli industriali o pseudo tali, non possiamo <sbaraccare> perché non mettiamo le ruote alle fabbriche per trasferirle in Romania”.

Perché turismo va di pari passo ad occupazione, il cui livello è, purtroppo, in continuo incremento. “Qui si tratta di salvaguardare posti di lavoro – conclude – e saremo favorevoli a sostenere responsabilmente qualunque candidato purché sostenga in modo radicale il turismo, inteso non come fenomeno di dialettica o di moda ma punto focale del programma elettorale”. Oggi, gli fa eco Grazia Romano presidente regionale Federalberghi giovani Sicilia, “avere un interlocutore al Comune è diventata un’esigenza primaria”.

Fatti e non parole, recita un proverbio popolare. Non le manda a dire il rappresentante dell’organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa degli albergatori italiani, senza demonizzare le passate iniziative turistiche, molte delle quali, tra l’altro, ritenute impattanti in termini di ritorno mediatico, ha evidenziato la necessità di studiare e mettere in campo, senza perdere tempo, nuove soluzioni che diano una boccata d’ossigeno.

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Tutti concordi circa la necessità di impiegare le somme raccolte con l’indigesta tassa di soggiorno per iniziative turistiche definite e non per le feste agatine; o ancora, l’opportunità di creare un museo civico,  rendere fruibili i beni della curia ed organizzare eventi ripetibili nel tempo; promuovere educational, creare zone wifi free, ripristinare i caffè concerto.

E poi, certamente, puntare sul polo congressuale de “Le Ciminiere”di Catania, complesso sul quale già in passato Torrisi e i suoi avevano presentato un programma di gestione sinergica poi “annientato – puntualizza – dagli ex presidenti perché non rispondente alle loro visuali”.

Le idee per creare pacchetti che coinvolgano Catania – intesa quale destinazione nel suo complesso-  puntando sull’Etna, sono chiare nella mente degli albergatori, impegnati a fare squadra con l’amministrazione: “Definiamo insieme un crono programma – specifica Torrisi – e fissiamo le date per verificare step by step il raggiungimento degli obiettivi”.

Insomma, ci si mette a servizio della collettività ma con una richiesta ben precisa: promuovere un intervento a gamba tesa sulle scelte che potranno rendere Catania maggiormente turistica, prima fra tutte l’ampliamento dei collegamenti diretti con le principali destinazioni, non dimenticando che già in passato una compagnia aerea aveva espresso l’intenzione di fare un hub a Catania (e non solo transiti) ma ahimè il progetto è venuto meno.

La riflessione si sposta poi sulla tares, la nuovissima (ma solo nella sua denominazione) tassa sui rifiuti, e sui tanti, ma tutti negativi, biglietti da visita che la città etnea offre ai visitatori: microcriminalità, prostituzione dilagante, sporcizia, costo del taxi alle stelle, tutti punti che il senatore Enzo Bianco dichiara di condividere. La mia idea – afferma – è di scrivere il capitolo turismo a quattro mani, non con comitati o tavoli tecnici permanenti, ma con rappresentanti di categoria per la definizione sinergica di due obiettivi. Uno grandissimo, con un’azione a medio/lungo periodo e l’altro a carattere più breve, fatto di tante piccole azioni”.

Sono tre le parole chiave del suo discorso: sicurezza della città, innanzitutto. “L’esperienza al ministero dell’interno, mi mette oggi nelle condizioni di parlare con cognizione di causa e di dialogare con chiunque sieda lì, spendendo tutto il peso della mia autorevolezza affinché – conclude – si punti l’attenzione sul piano della sicurezza”. Decoro urbano, la seconda e dinamismo della città a seguire.

“Credo – continua Bianco – che occorra mettere in mostra i gioielli della città, come san Nicola all’arena, creando connessioni con i teatri e con i siti d’interesse archeologico o informatizzando l’acquisto di un biglietto integrato musei+trasporti”. Questa la ricetta ipotizzata per destagionalizzare Catania e per rilanciarla, ricordando però, che viviamo un momento storico molto diverso dalla fine degli anni ’90, quando Bianco ricoprì la carica di primo cittadino.

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14 Marzo 2013, 17:06

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