Gli infortuni sul lavoro |Nel 2019 in Sicilia 50 morti

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Commenti

    Perchè i signori sindacalisti INVECE DI FARE SEMPRE FINTA DI NIENTE E STARE SEMPRE LONTANO DAI PROBLEMI non abbassano il costo del lavoro e non puntano le amministrazioni pubbliche che aggiudicano a ribassi stratosferici? Probabilmente ci sarebbero meno sfruttati e morti ed opere realizzate a regola d’arte.

    NON CI SONO ABBASTANZA TECNICI DELLA PREVENZIONE NEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE, L’ETA’ MEDIA DEL PERSONALE IN SERVIZIO SUPERA I 50 ANNI. LE UNIVERSITA’ CONTINUANO A SFORNARE TECNICI DELLA PREVENZIONE E LE ASP NON ADEGUANO LE P.O. DI QUESTA FIGURA IMPORTANTISSIMA.

    è stato bandito un concorso all’INAL – Ispettorato del Lavoro, la Laurea del Tecnico della Prevenzione non era richiesta fra quelle menzionate, è l’Ordine cosa fa??? Forse all’INAIL non conoscono la figura del Tecnico della Prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro?

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

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