Grasso e Vizzini: “Che sofferenza” | Pino Caruso: “Meglio il Catania”

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28 Febbraio 2011, 12:44

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 ”Non vorrei dichiarare nulla, non ne ho voglia dopo le sofferenze patite ieri nello stadio Barbera. Posso dire che, purtroppo, c’ero anch’io alla partita contro l’Udinese”. E’ quasi senza parole, il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso (nella foto), da sempre supertifoso del Palermo. La città oggi si risvegliata con la tristezza addosso, che è acuita da una fitta pioggerellina, dopo i sette schiaffi ricevuti dall’Udinese di un impietoso Guidolin che, nel bene e nel male, è entrato nella storia del club rosanero: per averlo riportato in A, dopo 33 anni, ma anche per avergli inflitto la sconfitta casalinga più pesante della storia in Serie A.

”I motivi del ko? Non credo che nessuno volesse perdere – aggiunge Grasso. Non voglio giudicare le scelte di Zamparini, ma dire che, a questo punto, l’unica cosa da fare è mettersi alle spalle il passato e cercare di ricostruire. Tutti assieme dobbiamo cercare, cosa peraltro non facile, di metterci dalla stessa parte: società, tifosi, giocatori, tecnici, pure i magazzinieri, per cercare di recuperare qualcuno degli obiettivi che ancora possono essere raggiunti. Guardiamo al futuro ed aiutiamo la squadra a risollevarsi. Non c’è altro da fare”.

Per il presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, figlio dell’ex presidente rosanero Casimiro e pure lui tifosissimo del Palermo, il 7-0 di ieri ”consente a Zamparini di trasformare Rossi in un capro espiatorio”. ”Non dimentichiamo che, nella passata stagione – spiega Vizzini – il Palermo aveva gente come Liverani, Cavani, Simplicio (che gioca titolare nella Roma) o Kjaer, il compito di caricarsi la squadra sulle spalle non era solo di Pastore. Anche perché, è dimostrato che non è in grado di farlo”. ”Fra tutti gli ‘ic’ sbarcati in città – fa notare Vizzini – l’unico con un futuro mi sembra Ilicic. Per fortuna la squadra ha già 40 punti e, a prescindere dal goffo incidente di ieri, ha dato il massimo; quella dell’anno scorso, però, era più forte”. Sul nome del possibile sostituto di Rossi, Vizzini non si sbilancia: ”Non mi piacciono né Cosmi, né De Biasi e né Colomba, forse sarebbe meglio che Zamparini mandasse in panchina uno del proprio staff tecnico, per completare il campionato. Con che animo arriva un allenatore che sa già di dover andar via? A Palermo, nel 2006, abbiamo avuto l’esempio di Papadopulo e, l’anno scorso, quello di Zaccheroni nella Juventus. Se fossi Zamparini direi ai giocatori di concentrarsi sulla Coppa Italia: ottenendo tre buoni risultati, tra semifinali e finale, potremmo conquistare lo stesso l’Europa, ma anche la finale di Supercoppa italiana”.

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”Il difetto sta nel manico – taglia corto l’attore Pino Caruso – a Palermo non c’è una squadra di calcio, ma un supermercato di calcio, tenuto da Zamparini. Tra quelli che ha aperto c’è anche il Palermo. Tutti sanno che il Palermo è un punto di passaggio, questa condizione non determina il senso di appartenenza dei calciatori. Non si può regalare il senso di appartenenza alla maglia. Questa è una squadra talentuosa, ma acerba, appena maturano un po’ venderà i pezzi migliori ed ogni anno di ricomincia daccapo. Non esiste un progetto. Faccia pure i propri interessi, ma faccia anche quelli della città. La colpa è di chi subisce questa condizione, i palermitani sono abituati ad avere un viceré. Preferisco per molti aspetti il Catania”.

(Fonte Ansa)

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28 Febbraio 2011, 12:44

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