Grasso: “Sulla corruzione |non si è fatto abbastanza”

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17 Maggio 2014, 18:11

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PALERMO – Continuare a combattere la corruzione, ma facendo di più perché “non si è fatto abbastanza”. Come dimostra l’inchiesta sull’Expo di Milano, dove nonostante i filtri “sono stati scoperti comitati d’affari”. Torna lanciare l’allarme sul rischio ‘tangenti’ in appalti pubblici il presidente del Senato Pietro Grasso. Lo fa intervenendo alla festa del Consumo critico di Addiopizzo, invitando tutti a denunciare. Parlando dell’Expo, il presidente Grasso ha detto che “sulla vicenda si è fatto una sorta di filtro per evitare le infiltrazioni mafiose, però poi si sono scoperti dei comitati d’affari che comunque sono venuti fuori. Bisogna capire se il fenomeno è ugualmente esteso nel tempo. In realtà sono cambiate certe modalità della corruzione, ma non si è fatto granché per combatterla”. “Il problema è l’emersione della denuncia – ha osservato – Grasso – oggi la corruzione conta su rete circolare di corrotti e corruttori in cui spesso manca la prova della dazione di denaro, ecco perché servono le intercettazioni”. Non poteva mancare un passaggio suoi rapporti con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone: “con lui non c’è stato alcuno scontro, l’hanno creano i media” Sul tema della corruzione Grasso ha citato “il primo presidente della Corte di Cassazione che nella sua relazione annuale ha detto che la maggior parte di questi reati sono prescritti. Quindi – ha osservato – anche quando individuiamo il fenomeno non riusciamo a condannare i responsabili”. “Attorno alla corruzione ci sono altri reati che sono i sintomi della corruzione e ne sono il corollario – ha aggiunto il presidente del Senato – come l’evasione fiscale, il riciclaggio, il falso in bilancio. È tutta la criminalità economica che va colpita. Bisogna dare gli strumenti a magistrati e forze di polizia per reprimere questi fenomeni, magari attraverso forme che noi usiamo per colpire la criminalità organizzata. In passato abbiamo usato degli strumenti legislativi come la collaborazione, attenuanti e benefici per chi denuncia che hanno funzionato. Invece le leggi attuali fanno sì che non si incentivi la denuncia, proprio per questo penso sia necessario modificare le leggi, ma agire nel contempo nella fase preventiva”. Il presidente del Senato ha anche affrontato il tema delle estorsioni. “Oggi – ha detto – è un momento di grave crisi economica ma è il momento migliore per dire basta, non si può subire un’ulteriore tassa da parte della mafia sul territorio, quando non si arriva a fine mese e tante imprese sono costrette a chiudere. Se la gallina che da’ le uova muore, non ci saranno più le uova. È il momento per denunciare e portare avanti iniziative come queste”. Grasso ha visitato insieme al prefetto Francesca Cannizzo e al commissario straordinario antiracket Elisabetta Belgiorno gli stand dei commercianti pizzo free al Giardino Inglese, lodando le iniziative del comitato ed ha anche aderito alla Addiopizzo card donando 50 euro al comitato.

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All’iniziativa di Addiopizzo ha preso parte anche Rosy Bindi. “I professionisti dell’antimafia avranno fatto del male, ma anche i dilettanti possono fare tanto male. Qualcuno si è meravigliato perché ci sono troppi fondi in questo settore, perché chi fa questo lavoro riceve anche un giusto compenso. Io non accetto questo tentativo di screditare un mondo straordinario come quello dell’antimafia civile”, ha detto la presidente della commissione antimafia. “Non mi sono piaciute alcune prese di posizione di questi giorni su questo vostro mondo – ha aggiunto Bindi – nei confronti del quale è giusto essere esigenti. L’antimafia civile deve essere al di sopra di ogni possibile ombra per contrastare i poteri criminali. Abbiamo il dovere di dimostrare all’Italia che questo mondo è sano”.

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17 Maggio 2014, 18:11

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