La "guerra" del referendum: Fratelli d'Italia attacca Morosini

La “guerra” del referendum: Fratelli d’Italia attacca Morosini

Morosini
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Commenti

    Solidarietà al presidente Morosini, un giudice integerrimo, bersaglio di una indecente gazzarra mediatica e politica.

    Fratelli d’Italia e il Giornale sono smentiti su tutta la linea.

    1) La sentenza non c’entra nulla con immigrazione, sicurezza, sbarchi…
    E’ attinente ad una complessa questione procedurale, è un risarcimento danni per la nave ferma.

    2) Morosini non è l’autore della (peraltro ineccepibile) sentenza.
    E’ Il presidente del Tribunale a cui appartiene la giudice e che giustamente Morosini ha difeso dagli attacchi.

    3) Morosini ha diritto di scrivere libri e di fare campagna per il No al Referendum, diritti che provengono dalla Costituzione.

    4) Con questi attacchi ai magistrati, certa stampa di destra e certi politici di destra spingono ulteriormente a votare NO. E’ una strategia fallimentare e autolesionista.

    il tono e lo stile della lettera ha poco di “istituzionale”; l’uso del Tu, il ricorso a lusinghe e apprezzamenti sulla figura delle Destinatario ( sicuramente Persona meritevole, degna di ogni rispetto ) è ridondante, un pò stucchevole e lascia piuttosto trasparire un retorico intento di “captatio benevolentiae”. La sentenza di cui si discute è circostanziata e motivata. probabilmente molte delle Persone che l’hanno criticata, aspramente, non si sono rese conto che si tratta di una causa “civile”, ma siccome la vicenda ( lo speronamento e il rinvio a giudizio di Salvini ) è stata tutta dibattuta in ambito “penale”, ritengono che anche quest’ultimo procedimento lo sia. Prescindendo dall’equivoco, vero o presunto che sia, è da prendere atto che molta Gente non riesce a comprendere le logiche di una Giustizia che non si sposa con il normale “buon senso” e, stando a quanto in concreto accaduto, non può comprendere come una cittadina straniera ( tedesca ) possa entrare a forza in acque italiane, speronando una imbarcazione della guardia di Finanza e, ciò, possa essere considerato comportamento legittimo. Come pure possa essere giustificato il provvedimento di dissequestro dell’imbarcazione e l’ultimo atto giudiziale che dispone il risarcimento in favore della ONG titolare della imbarcazione introdottasi a forza nelle acque italiane. Di tutto questo
    – quantunque proceduralmente ben circostanziato e motivato – molte Persone non riescono proprio a capacitarsene e forse, non a caso, pensano che se l’episodio fosse avvenuto in acque territoriali antistanti il porto di Amburgo o Brema, il comandante della nave che ha violato a forza la territorialità di quelle acque, sarebbe ancora rinchiuso ( o rinchiusa ) in una delle carceri tedesche, l’imbarcazione confiscata e la ONG assoggettata a una sanzione pecuniaria di qualche centinaio di migliaia di euro.

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