Il ciclone Harry e la Sicilia piegata: "Ho perso tutto, ma siamo vivi"

“Ho perso tutto, ma siamo vivi”: dolore e speranza nella Sicilia piegata

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    Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana – ha annunciato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e, dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”.
    Questa dichiarazione fatta dal Ministro della Protezione Civile contrasta con la dichiarazione del Presidente del Consiglio,infatti ha detto che lunedi’ si riunisce il Consiglio dei Ministri per deliberare lo stato di calamita’ della Sicilia,Calabria,e Sardegna,sarebbe opportuno che il Presidente della Regione, On Schifani,con la protezione civile regionale si attivasse per avere una stima dei danni causati dal ciclone HARRY e farlo pervenire allla Presidenza del Consiglio dei Ministri così il Consiglio del MInistri potrebbe deliberare le somme, sempre approssimative, per gli interventi da effettuare,inoltre il Ministro si attivasse affinchè giungesse in tempo affinchè il Consiglio dei Ministri potesse deliberare ed iniziare da subito,senza tergiversare, gli adempimenti per la ricostruzione delle zone colpite.

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Come sempre il Comune e in particolar modo la Polizia Municipale sono assenti, perché altrimenti dovrebbero prendere seri impegni di lavoro anziché girare a vuoto per la città o stare comodamente seduti in un ufficio a chiacchierare. Speriamo, ma credo che sarà un sogno, che l'arrivo dei nuovi 100 vigili che dovrebbero entrare in servizio attivo questo mese posano portare a maggiori controlli e no succeda che anche questi, come i precedenti 30 neo assunti, svaniscano nel nulla politico. Tanto con gli auto velox si incassa quanto previsto, ma se poi manchi completamente la sicurezza in città peggio per i palermitani.

Dobbiamo essere solidali con i politici, prime vittime di alcuni burocrati regionali. Fatto salvo il diritto di ogni singolo indagato d'essere ritenuto innocente sino a eventuale definitiva sentenza contraria, possiamo affermare che una parte della burocrazia tradisce la fiducia del politico, il quale sempre più spesso risulta gabbato da certi dirigenti, funzionali a vari interessi non certo a quello pubblico. È allora da immaginare lo stupore senz'altro indignato di quell'assessore che sfogliando un giornale ha scoperto gli scambi ravvicinati di un certo tipo nell'assessorato di sua pertinenza; o per non farla lunga figurarsi la dolorosa constatazione del Presidente della Regione che dopo due anni dall'incarico si è reso conto che nei pronto soccorso si poteva morire o che mentre dichiarava l'azzeramento delle liste d'attesa negli ospedali trapanesi, nello stesso territorio si consumava il criminale ritardo nell'esame dei reperti istologici. Qualche volta può capitare che un politico possa essere indagato, ma la magistratura dovrebbe tenere in conto la posizione delicata dell'eletto del popolo. Infatti c'è già chi fra i più accorti politici pensa che proprio da lì bisogna cominciare: da una messa a posto della magistratura.

Intanto dall'elenco mancano i politici i casi auteri e.mancuso ci dicono anche di più. Che le tangenti si allignano all'interno delle leggi stesse e che il principio del tot a testa per deputato finisce con il dare la stura a tangenti e malaffare, senza dover passare per forza dal burocrate connivente

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