I lavori a Santa Maria La Scala |Scontro tra M5S e Comune

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19 Gennaio 2017, 20:38

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ACIREALE – Ancora perplessità, da parte del M5S di Acireale sui lavori inerenti il progetto “Ristrutturazione, ammodernamento e miglioramento delle condizioni di lavoro del porto di Santa Maria la Scala”. Il progetto prevedeva infatti, interventi sul molo, sul piazzale e sull’edificio di proprietà comunale per la cui realizzazione dei lavori il Comune di Acireale ha ricevuto un finanziamento comunitario pari a 500.680,97, autorizzato con Decreto del Dirigente Generale dell’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari – Dipartimento Interventi Infrastrutturali per l’Agricoltura n. 150 del 26 febbraio 2013.

Tra le problematiche riscontrate dagli attivisti del movimento spiccano: “I tempi burocratici dilatati; esecuzione con notevoli modifiche rispetto al progetto finanziato; progettazione inadeguata al livello esecutivo e l’esecuzione dei lavori portata avanti superficialmente e senza un’adeguata sorveglianza”.

Durante una conferenza stampa, che si è svolta questa mattina al porto della frazione marinara acese, l’onorevole Angela Foti ha sottolineato in particolare alcune “anomalie nella realizzazione dei lavori”.

Dal rivestimento del muro della banchina del molo, con una colata di cemento stampato di 5 cm – “dal costo inferiore e che avrebbe permesso di non sforare il finanziamento poiché i costi per la pavimentazione con il basolato erano lievitati a causa dell’aumento della quantità di basole necessarie rispetto a quanto previsto in sede di progetto esecutivo”, alle anomalie conferimento in discarica e poi ancora, impianto elettrico e idrico.

In ultimo, dalla relazione fornita dal m5s emerge una spesa di 5mila euro per la rivalutazione del “simbolo del porto” usato come cestino per i rifiuti. “Insieme alla riqualificazione del molo – ha spiegato l’onorevole Foti – si è voluto recuperare un vecchio manufatto in pietra lavica che serviva per la colorazione delle reti. In progetto si è data molta enfasi alla valenza simbolica di questo manufatto elevandolo proprio a simbolo della marineria di Santa Maria la Scala. I lavori di restauro però sono stati alquanto approssimativi ed il risultato è stato scadente da tutti i punti di vista con la conseguenza che il manufatto è sì diventato un simbolo, ma non certo del molo quanto dell’approssimazione nello svolgimento dei lavori e dello spreco di risorse. Il suo pessimo restauro è infatti costato circa 5000 € al lordo del ribasso d’asta”.

“Come già riscontrato per la realizzazione delle opere di riqualificazione del Borgo di Santa Maria la Scala e della Villa Belvedere – aggiunge il deputato regionale – durante l’analisi dei documenti relativi ai lavori di riqualificazione del Porto di Santa Maria la Scala abbiamo riscontrato molte problematicità, inesattezze ed incongruenze.

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Dall’iter burocratico emerge come i tempi dell’opera siano lunghi al di là di ogni ragionevole giustificazione. Infatti l’iter burocratico dell’opera inizia l’8 luglio 2011 con la nomina del RUP il Dott. Ing. Salvatore Pulvirenti e si conclude il 31 dicembre 2015, con la conclusione dei lavori anche se si è tratta solo di una conclusione solamente formale in quanto anche successivamente la fine dichiarata dei lavori altri interventi sono stati effettuati.

Durante la fase operativa dei lavori è intervenuto, come già accaduto, una perizia, questa volta di assestamento, che inspiegabilmente però prevede l’inserimento di nuovi prezzi, modificando sostanzialmente i lavori previsti. L’ultimazione dei lavori prevista in capitolato non viene rispettata, infatti essi sono stati prorogati fino al 31/12/2015, con una durata effettiva di 226 giorni con un incremento del 47% rispetto alla durata preventivata.

Una parte del borgo trasformata in cestino dei rifiuti

Un’anomalia particolarmente evidente riguarda i prezzi per lavori e fornitura, infatti l’elenco dei prezzi del contratto siglato tra le ditte aggiudicatarie ed il Comune di Acireale è composto da prezzi provenienti dal Prezzario Regionale Lavori Pubblici del 2009 oltre che da una parte di analisi prezzi (a.p.) – prezzi non presenti nel prezzario regionale -, mentre per i prezzi adottati nei documenti di contabilità vengono presi a riferimento i prezzi del Prezzario Regionale Lavori Pubblici 2013. Nel caso in cui questa incongruenza non sia stata sanata in sede di perizia di assestamento, aggiornando i prezzi del Prezzario Regionale Lavori Pubblici 2013, attraverso Atto di Sottomissione, i documenti di contabilità dell’opera pubblica sarebbero carta straccia in quanto diversi rispetto ai prezzi considerati in sede contrattuale. In progetto si prevede di intonacare le pareti (interne ed esterne) degli immobili esistenti da ristrutturare con uno Speciale Intonaco Traspirante in luogo di un intonaco tradizionale al fine di evitare lo scrostamento dell’intonaco a causa di probabili infiltrazioni di umidità di risalita dalle fondazione alle pareti. Buona prassi vuole la realizzazione in fasi successive di due mani di intonaco, il primo formato da uno strato di riccio e rinzaffo dello spessore 2 cm ed il secondo da uno strato di finitura di 1,5 mm, il tutto a base di calce, e successiva pitturazione traspirante. Ma in fase di esecuzione – conclude – tutto ciò non viene eseguito, infatti viene contabilizzato e liquidato un semplice intonaco tradizionale per le pareti esterne e sia il primo strato che il secondo strato vengono dunque realizzate con intonaco tradizionale, infatti,da un sopralluogo recentemente effettuato si è riscontrato che il soffitto dei locali ristrutturati presenta già delle infiltrazioni di acqua piovana in quanto si notano macchie di muffa e tratti di pittura scrostata ad appena dieci mesi dalla loro ultimazione. Causa evidente della pessima realizzazione dei lavori da parte dell’impresa. Noi ci auguriamo che attraverso queste segnalazioni l’amministrazione Barbagallo possa far luce sulla vicenda ed eventualmente, mettere i responsabili di fronte alle proprie responsabilità”.

Non si fa attendere la replica del Sindaco. “Tanto fumo per nulla, i 5 stelle ricostruiscono le fasi di lavorazione di un progetto di ristrutturazione del porto di santa Maria la scala evidenziando la tempistica di consegna e il completamento dei lavori. Scrivono 10 pagine inutili, ad eccezione dei lavori che riguardano l’impianto elettrico ed una lavorazione del molo. Li ringrazio poiché sono sempre attenti e dedicano molto tempo a verificare le fasi dei lavori, ciò serve anche da stimolo per l’amministrazione che da sempre, compie le verifiche. Anche in questo caso. La ditta esecutiva, infatti, è stata diffidata e non avendo avuto riscontro si è passati all’ escussione della polizza fideiussoria rispetto alle lavorazioni (impianto idrico) che non sono state fatte a regola d’arte”.

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19 Gennaio 2017, 20:38

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