Il brutale omicidio di Chiappone |Agatino interrogato per due ore - Live Sicilia

Il brutale omicidio di Chiappone |Agatino interrogato per due ore

Il difensore: “Ha risposto puntuale”. Resta irreperibile Di Mauro, il secondo indagato.

L'inchiesta
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CATANIA. Si è protratto per circa due ore, nella sede del Comando provinciale dei carabinieri, in Piazza Verga a Catania, l’interrogatorio di Tuccio Agatino, raggiunto ieri mattina da un decreto di fermo per l’omicidio del 27enne Dario Chiappone, trucidato con 17 coltellate. L’uomo, assistito dall’avvocato Enzo Iofrida, ha risposto alle domande del sostituto procuratore Santo Distefano e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania. “Ha negato ogni addebito mossogli”, ha dichiarato lapidario il legale. Adesso si attende la fissazione, a breve, dell’udienza di convalida davanti al gip. Ieri mattina i militari dell’Arma lo hanno raggiunto nella propria abitazione per eseguire il provvedimento, al termine della perquisizione domiciliare. Gli investigatori avrebbero sottoposto a sequestro un supporto informatico.

Intanto sempre ieri mattina i carabinieri avrebbero raggiunto anche l’abitazione del secondo indagato, il ripostese Salvatore Di Mauro, proprietario della vettura su cui sono state rinvenute, lo scorso 19 maggio, nel corso degli accertamenti tecnici compiuti dai carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche di Catania, tracce di sangue umano. Tracce rinvenute in corrispondenza del sedile posteriore, lato passeggero. La prima sulla spalliera, l’altra nella zona della pedana poggia piedi. Quel sangue, secondo fonti ufficiose, sarebbe della vittima. Questo l’esito delle analisi compiute nei laboratori dei Ris di Messina. Ma di Salvatore Di Mauro, anch’egli iscritto nel registro degli indagati, ormai da un mese si sono perse le tracce. L’uomo, assistito dal legale Cristofero Alessi, si è infatti reso irreperibile.

E dunque quell’auto sarebbe senza ombra di dubbio il mezzo utilizzato dal commando per raggiungere la via Salvemini a Riposto, dove lo scorso 31 ottobre Dario Chiappone si era appartato in compagnia di una donna. Sarebbero stati in tre ad agire e dunque manca ancora all’appello un terzo uomo. Nulla è emerso anche del movente che avrebbe spinto ad uccidere il 27enne in modo così brutale. Ma torna a farsi strada sempre più l’ipotesi passionale.

 


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