Il chiarimento a colpi di pistola: Cambria junior in carcere

Il chiarimento a colpi di pistola: Cambria junior in carcere

Troppi giovani pronti a sparare. L'arresto del rampollo della famiglia collegata ai Cappello-Carateddi è l'ennesima prova
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CATANIA – Perché non raccontare subito la verità? Perché non spiegare di essere stato ferito dal fidanzato 18enne della figlia? Per proteggerlo o per paura? Il cognome del giovane arrestato dai carabinieri – Kevin Michael Cambria – per lesioni personali aggravate è piuttosto conosciuto nel quartiere San Cristoforo, papà Andrea e i fratelli hanno avuto diversi guai con la giustizia. Ritenuti collegati al clan Cappello-Carateddi di Catania. I Cambria – come emerso dalle inchieste (come Family) sarebbero stati una sorta di ‘bancomat’ del clan. Pochi giorni fa, Francesco Cambria è rimasto coinvolto nel maxi blitz Crypto sul traffico internazionale di droga della Dda di Reggio Calabria. 

Cambria jr, infastidito dall’iniziativa della ragazza ventenne che avrebbe creato un profilo Instagram per instaurare contatti social con altri giovanotti del rione, avrebbe deciso addirittura di convocare il padre per un incontro chiarificatore. E all’appuntamento si è presentato armato. A quanto pare le parole dette dall’uomo non avrebbero convinto il ragazzo che ha sparato al polpaccio del suocero. Fortunatamente il proiettile è fuoriuscito e l’uomo è stato medicato dai sanitari del Garibaldi Centro. 

Tra i moventi, evidenziati dal comunicato dei carabinieri, “l’orgoglio tra giovani di quartiere”. Il rampollo della famiglia Cambria non avrebbe sopportato di essere stato trattato così dalla fidanzata davanti agli altri r agazzi di San Cristoforo. Una “reputazione” macchiata dal comportamento della 20enne. Ma invece di trovare una soluzione con la giovane, ha deciso di rivolgersi direttamente al suocero puntandogli una pistola alla gamba. Ha inferto una “lezione“ dal modus tipicamente mafioso. 

Quello che preoccupa – anche a livello sociale – è che questo ragazzino di appena 18 anni avesse a disposizione una pistola. Purtroppo Catania sta diventando fucina di baby killer. 

Kevin Cambria è in carcere. Ma il sistema della repressione non porta risultati. Ogni giorno suonano sirene e scattano manette. L’intervento culturale, istituzionale, sociale è urgente. Il tempo è scaduto. Non dimentichiamo che Michael Sanfilippo, appena quattro mesi fa, ha confessato di aver ucciso. Ad appena 21 anni ha puntato la pistola alla testa di un essere umano e ha fatto fuoco. Tre volte. 


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