“Il cieco legge e il disabile balla” | Pensioni, truffa all’Inps: il blitz

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14 Gennaio 2020, 06:57

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PALERMO – Un cieco che ritira la posta, la apre e la legge. Gente non in grado di deambulare che se va in giro in macchina o al bar a piedi. Un invalido con indennità di accompagnamento che si diletta in balli di gruppo. Sono i casi limite scoperti dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo.

La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’arresto di due persone e il sequestro di centomila euro. In carcere è finito Antonino Randazzo, 57 anni, di Terrasini, mentre Filippo Accardo, 48 anni, si trova ai domiciliari. L’inchiesta è molto più ampia. Ci sono altri 31 indagati.

I due arrestati considerati al vertice di “un progetto criminale” per truffare l’Inps. Bastava pagare per ottenere pensioni e indennità di assistenza. La catena criminale, così come ricostruita dagli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco, era ampia: “Procacciatori di pazienti”, dipendenti pubblici, medici generici e specialisti, componenti delle commissioni mediche dell’Asp, responsabili di Caf.

Il primo passaggio, dicono gli investigatori del Gruppo tutela mercato, beni e servizi, era l’individuazione di persone “bisognose” e “disponibili” a farsi aiutare in maniera illecita.

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Stabilito il contatto con “il candidato all’invalidità”, gli indagati lo indirizzavano a medici compiacenti che avrebbero redatto i certificati necessari ad attestare la sussistenza delle patologie per ottenere le indennità.

Lo scoglio della visita medica collegiale, in alcuni casi, sarebbe stato aggirato certificando l’impossibilità del soggetto ad allontanarsi dal proprio domicilio. A quel punto altri medici compiacenti certificavano la patologia con delle visite a domicilio. Gli indagati potevano contare anche sull’aiuto di gole profonde. E così l’aspirante invalido si faceva trovare a letto, erano sempre i familiari ad aprire la porta di casa, si mostrava incapace a deambulare, luce e Tv erano rigorosamente spenti.

Per ogni pratica andata in porto il cliente doveva sborsare dodici mensilità degli arretrati pagati dall’Istituto nazionale di previdenza sociale. I reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica, traffico di influenze illecite. Le cimici piazzate dai finanzieri guidati dal colonnello Gianluca Angelini hanno registrato frasi il cui significato appare inequivocabile: “Sono come una prostituta”; “Io ho le mani in pasta ovunque”; “Quel medico è cosa nostra, come dicevano gli antichi”. 

IL VIDEO DELL’OPERAZIONE E LE INTERCETTAZIONI

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14 Gennaio 2020, 06:57

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