Ore 17.58, la città si ferma| Il silenzio per Falcone - Live Sicilia

Ore 17.58, la città si ferma| Il silenzio per Falcone

Il leader dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, sul palco canta 'Lo sai da qui' FOTO

La strage di Capaci
di
4 Commenti Condividi

PALERMO – Una giornata per ricordare le stragi del ’92 in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme agli agenti di scorta. Una giornata, il 23 maggio, scandita da appuntamenti imprescindibili come il minuto di silenzio davanti a quello che è ormai noto come “L’albero Falcone”, il Ficus magnolia che cresce davanti a quella che fu la casa del giudice ucciso. E anche oggi, 25 anni dopo quel drammatico giorno, un fiume di ragazzi, bambini e semplici cittadini hanno invaso la strada del centro di Palermo per ricordare e onorare la figura di Falcone. Ricordo, commozione riscatto ma anche tanta allegria. Due cortei composti da migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia, fra bandiere colorate e canzoni stonate cantate per dare ritmo alla marcia, si sono riuniti proprio in via Notarbartolo arrivando da due luoghi simbolo diversi: il carcere Ucciardone e via D’Amelio, scenario del violento omicidio del magistrato Paolo Borsellino.

Alle 17:58, ora esatta in cui a Capaci avvenne l’esplosione 25 anni fa, in via Notarbartolo oggi invece è esploso un silenzio carico di commozione e rispetto per le vittime di quell’attentato che ha segnato per sempre la città di Palermo. Fra i ragazzi e i cittadini, tanti volti noti del panorama politico e culturale tra cui la fotografa Letizia Battaglia: “Essere qui significa tutto e significa niente”, ha detto amaramente, e ancora il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, la vice presidente della Regione e assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il vicesindaco di Palermo Emilio Arcuri.

Sul palco il presidente del Senato Piero Grasso, la sorella del giudice ucciso, Maria Falcone, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone, Leonardo Guarnotta, ex pm dello storico pool antimafia e il procuratore generale Roberto Scarpinato. Poco prima del minuto di silenzio si sono esibiti il leader del gruppo “Negramaro” Giuliano Sangiorgi in una cover di “Meraviglioso” di Domenico Modugno e il giovane cantautore Ermal Meta.

L’inno di Mameli segue il doloroso minuto di silenzio durante il quale Grasso ha letto i nomi delle vittime delle stragi del ’92, subito dopo Maria Falcone ha voluto sottolineare l’importanza di giornate come quella di oggi: “Grazie Palermo, grazie per aver dimostrato a Giovanni e Francesca che c’è sempre un posto per loro nel vostro cuore e nella vostra mente. I miei zii quando io e Giovanni eravamo piccoli ci dicevano spesso che quando la patria chiama bisogna sempre andare – ricorda Maria Falcone – Giovanni, tanti anni dopo, ha affrontato con un ristretto gruppo di persone fra cui diversi magistrati, alcuni dei quali per fortuna ancora vivi, un esercito di infami. Giovanni è andato perchè l’Italia lo ha chiamato”. Grasso fa eco alle parole di speranza della sorella di Falcone rispondendo che invece qui presente oggi c’è “l’esercito dell’antimafia, un esercito fatto di giovani, ragazzi e bambini che rappresentano il futuro e la speranza del nostro Paese”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

4 Commenti Condividi

Commenti

    riti triti . purtroppo la situazione è la stessa di 25 bisogna guardare in faccia alla realtà

    Essere qui significa tutto e significa niente”, ha detto amaramente, e ancora il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, la vice presidente della Regione e assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il vicesindaco di Palermo Emilio Arcuri.

    Sono riti per chi ha incrociato l’indifferenza. Esserci è per molti un piccolo gesto, semplice, per guardare gli altri, per non sentirsi soli.
    Spero che gli indifferenti abbiano rispetto per chi sceglie di esserci, e non fa alcuna passerella.

    In Sicilia, purtroppo, ancora bisogna lottare per affermare i valori della legalità/ legittimità contro tutti i soprusi.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *