Il 'creatore' del Mito 2012: | "Come funziona il Circuito" - Live Sicilia

Il ‘creatore’ del Mito 2012: | “Come funziona il Circuito”

Il direttore della rassegna spiega: "Sono io a scegliere quali eventi devono entrare in cartellone. E mi baso su criteri artistici, ma anche nel rispetto dei vincoli posti dall'Europa per i finanziamenti".

Intervista a Salvatore Presti
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5 min di lettura

PALERMO- Il Circuito del mito 2012 è una sua creatura. Ne ha determinato lui identikit e fisionomia. Ne ha scelto i colori e i suoni. E anche, ovviamente, dove piazzare la bandierina degli eventi. Salvatore Presti è il direttore artistico della kermesse finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Palermo. E anche nell’occhio del ciclone delle accuse di vari esponenti politici. L’ultimo, il deputato Udc Alberto Campagna, che ha attaccato: “Nonostante il Circuito sia fermo, l’assessorato al Turismo trova i soldi per una mostra a Messina, città di Tranchida”.

Presti, come mai il Circuito rinasce solo a Messina?
“Si tratta di una polemica assolutamente strumentale. Quella mostra, infatti, fa parte di un primo troncone del “Circuito” che ha già ricevuto il visto della Corte dei Conti. Era, insomma, prevista da tempo. La location era quella naturale, perché gli artisti definiti ‘gli ultimi Gattopardi’ erano degli avanguardisti originari della Sicilia orientale”.

Primo troncone, secondo troncone. Che significa? Chi ha “spezzato” il Circuito?
“Potrei dire le necessità dovute al ‘patto di stabilità’ che hanno fermato i finanziamenti in Sicilia. Anche e non solo quelli della rassegna”.

È lei che sceglie quali eventi andranno a comporre il cartellone?
“Sì, spetta a me, nella qualità di direttore artistico”.

E su quali basi lei sceglie questa o quella manifestazione?
“Intanto, motivazioni puramente artistiche. Poi, tengo in considerazione anche i vincoli posti dall’Europa. Il ‘Mito’ infatti fa parte del gruppo degli ‘Eventi di grande richiamo turistico’ finanziati dal Po Fesr 2007-2013. L’Unione europea, ad esempio, impone che per ogni euro finanziato, noi siamo in grado di generare 76 centesimi di ‘ricchezza’”.

Quanto ha destinato l’Europa al Circuito del mito?
“Circa otto milioni di euro”.

Ci spiega come fa un evento a finire nel Circuito?
“Si fa domanda all’assessorato. Ogni domanda viene protocollata e inviata al sottoscritto”.

Ci faccia capire: come fa, ad esempio, un’agenzia che vuole proporre un evento a sapere che ci sono dei finanziamenti disponibili?
“Si sa. Il Circuito del mito è una manifestazione nota. A me, ad esempio, sono arrivate, solo per questa edizione migliaia di domande che ho dovuto raccogliere in una decina di faldoni”.

Ma come arrivano queste domande? Esiste un avviso, un bando al quale rispondere?
“No, gliel’ho già detto. Lo sanno tutti che c’è il Circuito. A noi arrivano richieste dalla Scala di Milano all’ultima banda di paese”.

Quindi non c’è una sorta di richiesta dei requisiti minimi, qualcosa del genere.
“Guardi, oltre alla selezione compiuta dal sottoscritto, gli eventi del ‘Mito’ ricevono controlli molto severi. Prima da parte dell’assessorato, che ‘implementa’ i progetti con la parte che è di propria competenza. Poi, comunque, quei progetti passano il vaglio della Corte dei conti”.

Eppure, per altri progetti dell’Assessorato, finanziati con la stessa misura del Po-Fesr (la 3.3.1.A.) vengono richiesti requisiti minimi, e certificazioni di ogni tipo.
“Esistono due tipi di eventi finanziati dall’assessorato. Quelli ‘a regia’, nei quali la Regione contribuisce con una quota di circa il 30%, e quelli a titolarità. In quest’ultimo caso la Regione fa ‘proprio’ l’evento. Ed è l’assessorato che valuta”.

Ma almeno, alla fine dell’evento, vengono rendicontate le spese? Viene compiuta una valutazione sull’effettivo impatto turistico dell’evento?
“Certamente. I pagamenti, infatti, vengono fatti a rendiconto. Non certo prima dell’evento. Quindi ogni azienda deve certificare le spese, oltre che, ovviamente, ad esempio, essere in regola con l’Enpals, e dimostrare l’avvenuta esecuzione dell’evento stesso”.

Torniamo al Mito di quest’anno. Il governo nazionale ha concesso una deroga al patto di stabilità. Si riparte?
“Intanto, alcune mostre potranno essere realizzate anche a causa di un problema legato a una esposizione di opere di Antonello da Messina, che per diversi motivi non potrà essere realizzata prima del 2014. Per questo motivo abbiamo chiesto una rimodulazione: quelle cifre, insomma, circa 1,4 milioni, saranno ‘spostate’ su altri eventi”.

E il resto?
“Il resto, vedremo. La seconda parte del Circuito era costituita soprattutto da concerti”.

Intanto, ecco un concerto di Roberto Vecchioni a Mojo Alcantara. Provincia di Messina, ovviamente.
“Io la penso diversamente da Zeffirelli, che, nel promuovere la nascita del Circuito, credeva che questo dovesse svolgersi solamente nei teatri antichi o nelle città d’arte. Io credo che ogni luogo della Sicilia, in realtà, possa rappresentare una location per un evento del Circuito”.

Lei intanto ha risolto i suoi problemi contrattuali?
“Sì, è tutto in ordine”.

Ci ricorda qual era la questione?
“C’era nel mio contratto una clausola irricevibile: in pratica, per ogni evento saltato, a prescindere dalla motivazione, avrei subito una decurtazione proporzionale al finanziamento previsto. E se si dice ‘a prescindere dalla motivazione’, implicitamente si afferma che tra queste c’è anche il morbillo della figlia di un artista, o il problema legato magari a una aereo perduto”.

Tutto risolto, quindi. Ci può ricordare quanto guadagna?
“Per il Circuito 2012 mi spettano ottantamila euro lordi”.

Eppure, qualche tempo fa abbiamo letto alcune sue lamentele sull’organizzazione e sul ‘peso’ del suo compito.
“Glielo confermo. Io, di fatto, lavoro da solo. Non posso nominare personale che mi aiuti, perché serve un bando pubblico. Ma il Circuito è distribuito in tutta la Sicilia. Mica posso sempre muovermi per andare a vedere le location degli eventi. E i problemi non mancano mai”.

Ad esempio?
“Guardi, per il 24 ottobre era previsto un concerto dell’artista Dulce Pontes al Teatro San Giorgio di Catania, ma è saltato per un problema di mail mai ricevute. Adesso, vista l’importanza dell’evento, stiamo cercando in tutta la Sicilia una struttura adatta. Abbiamo chiesto a Trapani, Marsala…”

Non vi resta che…
“… Non lo dica nemmeno. L’assessore mi ha chiesto esplicitamente: ‘Per carità, non programmare quel concerto a Messina”.


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