Il Messina ricorda Prodan | Ma c’è un derby da preparare

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17 Novembre 2016, 16:40

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MESSINA – Il calcio messinese piange Daniel Prodan, l’ex difensore romeno che si è spento a soli 44 anni. Stava guardando la televisione nella sua casa vicino Bucarest, quando un infarto non gli ha lasciato scampo. Inutili i soccorsi chiamati dalla moglie Luciania, perché per l’ex giocatore non c’è stato nulla da fare. Breve ma intensa la parentesi in riva allo Stretto di Prodan, arrivato durante il mercato di riparazione del 2002, quando i giallorossi lottavano per la permanenza in Serie B. Presentato in pompa magna insieme all’altro colpo del ds Nicola Salerno, Ciccio Grabbi, Prodan mise a segno un solo pesantissimo gol in quel di Vicenza. Al “Menti” i siciliani si trovarono sotto di due gol dopo appena 20 minuti, ma un gol a tempo scaduto del difensore romeno completò la rimonta, dopo l’iniziale 2-1 firmato Denis Godeas per un pareggio che pesò tantissimo nell’ottica di quel campionato.

All’Esseneto il Messina sarà chiamato ad onorare al meglio la memoria di Prodan, magari con un risultato positivo che possa confermare l’imbattibilità di Cristiano Lucarelli sulla panchina giallorossa. Per superare un Akragas ferito dopo l’incredibile rimonta di Siracusa, servirà più continuità nei novanta minuti. La prima mezz’ora contro la Fidelis Andria non è piaciuta al tecnico livornese, che in questa sua esperienza in riva allo Stretto sta curando con particolare attenzione la preparazione mentale alla gara. Contro i pugliesi, il Messina ha letteralmente sbagliato l’approccio, venendo colti di sorpresa dall’aggressività degli ospiti, prima di uscire alla distanza e riacciuffare il pari dopo aver sbagliato tante occasioni da gol.

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Ad Agrigento spera di ritrovare una maglia da titolare Jacopo Ferri, che con Lucarelli sta trovando molto più spazio: “La partita di domenica sarà molto difficile. Ad Agrigento servirà la testa giusta e dovremo giocare come abbiamo fatto nella seconda parte di gara con l’Andria, dopo una prima mezz’ora sottotono. Se abbassiamo il livello della concentrazione rischiamo di prendere gol e di fare una brutta prestazione. Sono felice di questo mio avvio di stagione, ma lo ero anche quando c’era Marra, il quale mi ha dato fiducia in un ruolo non mio, e lo sono ancora ancora di più con mister Lucarelli. Appena arrivato mi ha schierato subito titolare in Coppa contro la Vibonese”.

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17 Novembre 2016, 16:40

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