Il murales antimafia |“La memoria va esercitata”

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02 Luglio 2013, 12:48

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Il murales prima dello svelamento

CATANIA. Un muro contro la mafia. I volti di Giuseppe Fava, Beppe Montana, Libero Grassi, Giovanni Lizzio, Luigi Bodenza e Serafino Famà da oggi capeggiano sulle pareti del carcere di Piazza Lanza. Un’iniziativa voluta da Addio Pizzo e resa possibile dal contributo degli oltre dieci mila catanesi, che hanno finanziato il murale acquistando i biglietti della lotteria pasquale organizzata dall’associazione. “ Oggi inauguriamo un nuovo progetto. Il murale non serve soltanto a raffigurare i volti delle vittime della mafia, serve a recuperare la memoria storica soprattutto per i ragazzi delle scuole” spiega, a LiveSiciliaCatania, Salvo Fabio di Addio Pizzo. Del resto, la location della conferenza stampa di inaugurazione “non è casuale”: la scuola Media Q. Maiorana.

Un momento reso ancora più emozionante dalla presenza dei parenti degli uomini che hanno pagato con la vita il loro impegno quotidiano di lotta alla mafia: Elena Fava, Paola Bodenza, Dario Montana, Grazia Lizzio, Giuseppe Agosta e la moglie di Serafino Famà. Tutti ci tengono a precisare che le loro storie sono un patrimonio collettivo, anche perché la mafia si sconfigge se si rimane uniti. E un appello arriva da Salvatore Grosso, di Addio Pizzo, che ripercorrendo un recentissimo caso di minacce all’indirizzo del titolare di una fattoria della legalità, dice: “Non lasciamo solo Emanuele Feltri”. Un appello rivolto soprattutto alle nuove generazioni, come spiega Fabio: “la location del murale non è casuale: Vorremmo coinvolgere tutte le scolaresche catanesi, raccontare chi erano Beppe Montana e Pippo Fava”.

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“Non è un murale fine a stesso, – continua Fabio- vogliamo andare oltre la commemorazione. Come diceva qualcuno: La memoria va esercitata, noi intendiamo esercitarla attraverso questa opera cooperando con le scuole e le istituzioni”. A tal proposito, a partire dal mese di Settembre, partiranno dei veri e propri “percorsi della legalità”, un modo per esercitare la memoria, del resto come sottolinea Elena Fava: “Catania è una città con la memoria corta”. Poi i teli che coprono i volti dei sette eroi cadono giù e scoppiano gli applausi. Giuseppe Fava, Beppe Montana, Libero Grassi, Giovanni Lizzio, Luigi Bodenza e Serafino Famà: non ci sono più scuse all’indifferenza.

 

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02 Luglio 2013, 12:48

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