Il responso di Rousseau |Dal M5s liste regionali

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21 Novembre 2019, 20:55

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ROMA – Su Rousseau vince il No, il M5s presenterà liste regionali. Sembra questo il risultato della consultazione online degli iscritti sulla partecipazione del movimento alle Regionali in Emilia Romagna e Calabria. I pentastellati dell’Emilia Romagna invitano a votare no. Sono state espresse 27.273 preferenze su un totale di 125.018 aventi diritto al voto. Il ‘No’ – che per come è stato espresso il quesito referendario significa sì alle liste – ha ottenuto 19.248 voti attestandosi al 70,6%; il sì, invece, si è fermato a 8.025 preferenze rappresentando il 29,4% degli aventi diritto al voto.

“Il Movimento sta attraversando una fase di cambiamento. Ma mandare i cittadini nelle istituzioni è nel suo dna. Per questo vi invitiamo a votare ‘no’ al quesito proposto su Rousseau per permettere la presentazione della lista M5s alle prossime Regionali in Emilia-Romagna”. E’ il messaggio postato sulla pagina Facebook dei Cinque Stelle della Regione. Nel post si ricorda che “tanti attivisti e portavoce dell’Emilia-Romagna in questi mesi hanno manifestato la volontà che il M5s si presenti alle elezioni regionali in programma per il prossimo 26 gennaio”.

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“Di solito preferisco non votare ma chiedere al Movimento quale sia la direzione da prendere”, ha detto Luigi Di Maio a ‘L’aria che tira’ su La7 rispondendo alla domanda se avesse già votato sulla piattaforma Rousseau al quesito sulle Regionali. “Gli uomini soli al comando diventano dei palloni che poi scoppiano. Io credo che le decisioni importanti vanno prese con gli iscritti”, ha aggiunto il ministro. “I più grandi errori li ho fatti sempre quando decidevo da solo”, ha spiegato Di Maio. “Come capo politico – ha aggiunto – cerco di votare il meno possibile per evitare di prendere parte”.

“Sicuramente il Movimento è in un momento difficoltà e lo ammetto prima di tutto io – ha detto poi Di Maio in una conferenza stampa al Senato -. C’è bisogno di mettere a posto alcune cose”. “Il Movimento sta facendo questa azione non per decidere esclusivamente su un appuntamento elettorale ma perché riconosciamo che c’è un momento di difficoltà, che dopo 18 mesi al governo e 10 anni nelle istituzioni, abbiamo bisogno di definire una nuova carta di valori, una nuova organizzazione e nuovi obiettivi ed è normale che devi dedicare tutte le energie che hai a quell’obiettivo sennò non riesci”, ha continuato Di Maio, ricordando ad esempio che “i facilitatori dovevano essere pronti entro settembre, poi è caduto il governo e tutto si è ritardato”. E ha concluso: “Dobbiamo sistemare alcune cose dentro il Movimento e sono due anni che ce lo diciamo e diciamo sì, ma dopo questa elezione..”.

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21 Novembre 2019, 20:55

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