Il tweet su Auschwitz e le polemiche sul prof: "Va licenziato"

Il tweet su Auschwitz e le polemiche sul prof: “Va licenziato”

Dopo la bufera di ieri, il docente Dominici risponde al rettore Micari
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PALERMO – Non accennano a placarsi le polemiche sul professor Gandolfo Dominici, docente di Marketing alla facoltà di Scienze economiche dell’Università degli Studi di Palermo, che ieri aveva suscitato le reazioni del rettore Fabrizio Micari dopo aver lanciato un tweet con la foto dell’ingresso del campo di Auschwitz, sostituendo la scritta “Arbeit Macht Frei” (il lavoro rende liberi) con la frase “il Vaccino rende liberi” rispondendo a un tweet del segretario Pd Enrico Letta.

La lettera al rettore

Questa mattina, il professore ha scritto una lunga lettera indirizzata al rettore Micari. “Non vedo come ciò che io (seppur in modo provocatorio) possa scrivere sui social possa essere affare dell’Ateneo – scrive il professore universitario – Tengo a ribadire che né il movimento spontaneo di accademici contro il ‘Green pass’, né il sottoscritto sono ‘novax’, ma per la libera scelta vaccinale e contro ogni forma di controllo sociale mediante qualsiasi ‘lasciapassare’ utilizzato come condizione per godere dei diritti costituzionalmente garantiti”.

“Il Green Pass, parallelo con l’Olocausto”

Sul parallelismo vaccino e Auschwitz citato nel tweet, che Micari aveva definito “inopportuno e offensivo”, Dominici risponde: “Per motivi anagrafici, ammetto di conoscere (come anche il Rettore Micari) il tristissimo periodo del nazi-fascismo soltanto dai libri di storia. Ma anche dagli interessantissimi podcast del collega storico Alessandro Barbero firmatario dell’appello contro il ‘Green pass’ degli ormai quasi 1000 professori universitari promosso da diversi colleghi e dal sottoscritto). O dalle storie su mio nonno (membro del Partito al fianco di Ugo La Malfa)”. Aggiungendo poi: “È d’obbligo citare una testimonianza diretta e contemporanea di chi quegli orrori li ha vissuti e che non fatica a trovare analogie odierne con quel periodo storico. Vera Sharav, sopravvissuta all’Olocausto, in una recente video intervista dichiara: “Il Green pass ha un parallelo diretto con l’Olocausto. C’è un’analogia. Dunque se tale parallelismo inquietante del nostro tempo con il preludio all’Olocausto è stato evidenziato da chi ha vissuto quella tragedia e denuncia il pericolo rappresentato dall’utilizzo della medicina come arma, non vedo come possa essere criticabile un tweet con un meme provocatorio a un segretario di partito”.

“Deve essere licenziato”

“Non è la prima volta che si associa la campagna vaccinale alla dittatura sanitaria, non è la prima volta che i No vax chiamano gli scienziati ‘nazisti’ – scrive su Facebook il senatore palermitano Davide Faraone – Ci siamo abituati, non dovremmo esserlo, ma se è un professore universitario a paragonare il vaccino ai campi di concentramento, postando un fotomontaggio vergognoso sul noto cartello d’ingresso al campo di concentramento di Auschwitz, allora c’è un problema, un grosso problema”. “Questo docente, tal Gandolfo Dominici, che insegna Scienze economiche, aziendali e statistica dell’Università di Palermo, deve essere cacciato, e per rinfrescarsi la memoria accompagnato in gita proprio ad Auschwitz, perché magari sarà ferrato di economia ma di storia proprio no. Ed è proprio il caso di un bel ripassino, con esami da sostenere al più presto”, conclude Faraone.


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    Arbeit Macht Frei (il lavoro rende liberi) tranne che ovviamente in quel contesto in foto è un concetto sempre attuale e del tutto condivisibile così come lo sono anche le motivazioni fornite dal Prof. Dominici che personalmente sottoscrivo appieno. Del sen. Faraone invece non arrivo a comprendere la nervosa reazione tanto da arrivare a chiedere il licenziamento in tronco del docente universitario, vorrei ricordargli che licenziamenti ed allontanamenti dagli atenei dei professori non in linea con il regime avvenivano in gran numero proprio durante il fascismo, e tanti di loro furono perfino mandati al confino nelle isole.

    1) Un docente di marketing, materia che fa perno sulla logica, dovrebbe cogliere l’illogica contraddizione di chi (se stesso) denuncia la vigenza di un regime dittatoriale facendo ricorso a libere espressioni del pensiero.
    2) Un docente di marketing, materia che fa perno su numeri, statistiche e percentuali, dovrebbe valutare il peso assoluto dell’iniziativa dei cosiddetti “quasi mille professori universitari” contro il green pass, ignorando (o forse fingendo di ignorare) che in termini percentuali si tratta di numeri irrisori, che avrebbero meritato l’indifferenza piuttosto che farne il fondamento del proprio pensiero: si tratta di appena 909 (5 a Palermo) su 56mila docenti, appena l’1,62 % sul totale.
    3) Un docente universitario, ma che dico… un docente, ma che dico… un uomo, dovrebbe fare dell’obiettività e dell’equilibrio il faro della propria azione; se così fosse stato, il più volte citato professore avrebbe evitato di riferire una poco conosciuta e per niente autorevole (sempre con il dovuto rispetto per chi ha vissuto l’olocausto) sig.ra Vera Sharav, ispirandosi piuttosto alle parole illuminate ed illuminanti della senatrice a vita Liliana Segre che, sui paragoni tra la persecuzione ebraica e le disposizioni sui vaccini, ha testualmente detto che sono “follie, gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza. L’uso distorto della memoria è una vergogna”.
    4) Un docente dell’Ateneo di Palermo dovrebbe conoscere il codice di Comportamento dell’Ateneo che all’art. 10 dispone: “In tutte le attività private, ivi inclusa la partecipazione a siti web e social network, il lavoratore pone particolare cura al fine di non arrecare danno all’immagine dell’Ateneo”. Art. 12: “Il dipendente… si astiene da qualsiasi dichiarazione che possa essere ritenuta offensiva per l’amministrazione”. Art. 16: “la violazione del Codice … è fonte di responsabilità disciplinare”.
    E penso che così possa bastare.

    Si chiama libertà di pensiero e l’Università – almeno per come la ricordo io – è il luogo del pensiero libero. Anche attraverso iperboli o paradossi. Il docente ha espresso un’idea forte e politicamente scorretta per i tempi che corrono (sul modo sono gusti). Ciò che conta è il diritto di esprimerla quell’idea soprattutto in quanto docente. Anomalo mi è sembrato l’intervento del Rettore, scomposto quello del politico. Di certo non può essere un politico a decidere chi può insegnare all’università e soprattutto cosa. Capisco che per una certa politica (quella con la p minuscola) sia diverso. Coltivare il pensiero e la dialettica lì non serve: basta seguire la linea, ad esempio, di un Renzi qualunque e stare anni, anni e anni a libro paga degli italiani

    Solo due anni fa la prof.ssa Dell’Aria, docente di lettere e storia, fu sospesa perchè i suoi alunni adolescenti n un lavoro di classe avevano accostato le leggi razziali del fascismo agli slogan xenofobi dell’allora ministro dell’interno (Salvini). E lì tutti a condannare la prof.ssa perchè “i professori devono solo pensare a insegnare e non a fare politica”.
    Adesso un docente di economia (che c’azzecca?) accosta la politica genocida del nazismo agli strumenti di prevenzione e contrasto di una pandemia che a ondate alterne satura gli ospedali. E tutti a difendere il docente, sbraitando la libertà di insegnamento, atteggiandovi a novelli Voltaire.

    eh no lascia stare voltaire per favore.

    “Tutti a condannare la professoressa”, chi per la precisione? Non di certo il sottoscritto. Per me pari sono la prof.ssa Dell’Aira e il prof. Dominici nella visione di libertà d’insegnamento che ho. Senza considerare che il prof. Dominici non stava nemmeno insegnando quando ha esternato il proprio pensiero. Quindi cosa c’entra la richiesta di rimozione? Quanto a volere sembrare Voltaire mi limito a prendere atto che c’è chi, come il sottoscritto, è favorevole alla massima libertà di espressione dei docenti e chi preferisce le frasi assertive e di condanna del Faraone di turno. A ciascuno il suo

    Come puo’ uno come Faraone che in vita sua non ha mai lavorato dire che un professore universitario debba perdere il lavoro.

    Credo che la libertà di espressione debba essere garantita e anche un paragone cosi’ “forte” e’ espressione di libero pensiero.

    Si puo’ condividere o meno, ma ricordiamo che il Nazismo nasce per opera di un folle che circondato da scienziati (o presunti tali) voleva creare il “superuomo”.

    Caro faraone: il professore ha espresso il suo pensiero, seppur forte ma suo. Noi aspettiamo che lei si concentri per esternare un concetto, seppur semplice ma suo!

    nell’esprimere solidarietà al prof e condividere i commenti vorrei aggiungere da medico che chi ha avuto il covid anche in forma pauci sintomatica ha una immunità superiore ai vaccinati ,anche rispetto alle varianti, non lo dico io ma gli gli studi mondiali, non incorre nell’ADE ,perchè non analizzare costoro e quindi dargli automa ticamente il green pass perchè a chi giova?
    non sono no vax,però siamo nel 2021 e siamo liberi di pensare anche diversamente e come diceva Voltaire combatterò affinchè tu possa dire il tuo pensiero anche se è contrario al mio

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