Imprenditore ucciso a Priolo |La polizia arresta il socio

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18 Dicembre 2012, 11:06

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SIRACUSA- La squadra mobile di Siracusa avrebbe risolto il giallo dell’omicidio dell’imprenditore Giancarlo Tringali, assassinato il 28 marzo scorso nel suo appartamento all’interno del residence “Sport” di Priolo Gargallo. Gli investigatori hanno infatti arrestato il socio della vittima, Francesco Giarracca, 57 anni, nei cui confronti è stata emessa ordinanza di custodia cautelare al termine delle indagini coordinate dalla Procura. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato lui a uccidere Tringali sparandogli un colpo di pistola alla nuca. Il movente del delitto sarebbe collegato a contrasti economici riguardanti la liquidazione delle loro società.

Un debito da 300 mila euro sarebbe il movente dell’uccisione di Tringali, assassinato con un colpo di pistola alla testa e trovato cadavere il 28 marzo scorso nella stanza numero 105 del Residence Sport di Priolo, annesso al Palasport, struttura che aveva gestito sino a qualche tempio prima. Motivi economici, hanno spiegato gli investigatori della Squadra mobile avrebbero dunque fatto da sfondo a questo delitto per il quale stamane è stato arrestato l’ex socio in affari di Tringali, Francesco Giarracca, 57 anni, un imprenditore originario di Venezia ma da tempo residente nel centro industriale del Siracusano. I poliziotti, che ipotizzano anche che l’uomo possa aver assoldato un killer, riconducono il delitto ai contrasti sorti tra i due ex soci dopo che di comune accordo avevano deciso di sciogliere il loro rapporto professionale con il passaggio dalla vittima all’imprenditore ora arrestato delle quote di due società in cambio di circa 300 mila euro. A garanzia di questo debito Tringali aveva ottenuto dall’ex socio alcuni assegni di conto corrente.

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e difficoltà crescenti di Giarracca a far fronte agli impegni assunti e l’insistenza con la quale la vittima reclamava i pagamenti, avrebbero creato ulteriori attriti tra i due. La situazione sarebbe precipitata quando Tringali avrebbe appreso che l’ex socio aveva incassato alcune consistenti somme di denaro senza però onorare il suo debito che aveva contratto con lui. A quel punto ha portato all’incasso uno degli assegni a garanzia di 25 mila euro che aveva in suo possesso. Mossa questa che ha obbligato Giarracca, hanno ricostruito gli investigatori, a ulteriori considerevoli sforzi per onorare quella parte di debito. Ma, a giudizio degli inquirenti, l’imprenditore a quel punto si sentiva completamente nelle mani dell’ex socio che aveva con sé altri titoli a garanzia, e temeva che l’impossibilità di onorare altri pagamenti avrebbero potuto compromettere la sua affidabilità commerciale. (Ansa)

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18 Dicembre 2012, 11:06

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