L’incidente mortale di Gianluca | Aveva dovuto lasciare la Sicilia

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15 Gennaio 2018, 18:26

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GELA (CALTANISSETTA)– A casa, in Sicilia, aveva dovuto separarsi dall’amore. La moglie, la figlioletta, mamma e papà. Ma anche gli amici di una vita, quelli coi quali aveva condiviso la notizia, sette anni fa, che sarebbe presto diventato papà. Il primo della comitiva. La tragica scomparsa di Gianluca Caterini, l’operaio di 28 anni, morto ad Ascoli Piceno, nel primo pomeriggio di oggi, si abbatte come un fulmine a ciel sereno e lascia sgomento, dolore, rabbia.

Era partito subito dopo le vacanze di Natale in squadra con un gruppo di operai gelesi assunti, come lui, da una ditta locale che sta gestendo il cantiere per la realizzazione di una rete del metanodotto nella frazione di Villa Sant’Antonio, nella zona industriale di Ascoli Piceno. In valigia aveva messo la soddisfazione di avere un lavoro e la nostalgia di dovere andare via, lontano dagli affetti, dalla propria casa per guadagnarsi da vivere da onesto lavoratore e buon padre di famiglia. Era cresciuto in fretta Gianluca. Un ragazzo a modo, umile. Una storia di sorrisi, spensieratezza, responsabilità la sua.

Figlio di una famiglia in vista a Gela, Gianluca viene ricordato per l’umiltà che lo ha contraddistinto aprendogli le porte ad una vita piena di amici coi quali amava trascorrere il tempo libero. Scorrono le sue immagini sui profili Facebook. Al mare, a cena, in strada Gianluca si prestava all’obiettivo della fotocamera con un sorriso semplice e complice di mille risate. Occhi teneri e capelli mossi non si sottraeva alle sue responsabilità. Acuto e intelligente aveva accettato di trasferirsi a lavorare fuori scommettendo sul suo futuro e su quello della sua giovane famiglia. La tenacia, la grinta non gli mancavano. Prendeva a morsi la vita. Quella stessa vita che lo ha tradito troppo presto.

 

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15 Gennaio 2018, 18:26

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