Incidente nella raffineria di Gela| I funerali di Antonio Vizzini

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06 Aprile 2014, 20:46

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GELA (CALTANISSETTA) – La bara con le spoglie mortali di Antonio Vizzini arriva puntuale nella Chiesa San Giovanni Evangelista a Gela. Alle quattro e mezza il rintocco delle campane segna l’arrivo del feretro seguito da migliaia di persone. La Chiesa è già piena. In corteo Pina Magliocco, la vedova dell’operaio morto nel tragico incidente in Raffineria lo scorso martedì, con le due figlie Valentina ed Emanuela e i parenti più intimi. A seguire una processione di migliaia di persone.

Un cuscino di rose rosse e ciuffi di orchidee bianche è adagiato sulla bara. Un silenzio surreale avvolge la Parrocchia. Sull’altare decine di ceste di fiori da parte di amici, sindacati, colleghi di lavoro e il gonfalone del Comune listato a lutto. A rappresentare l’amministrazione comunale c’era il vice sindaco Fortunato Ferracane. Fuori le ghirlande della ditta Lorefice – Ponzio presso la quale Antonio Vizzini lavorava. Ci sono anche i vertici dell’Eni e di numerose ditte che lavorano nell’indotto.

Durante l’omelia don Giuseppe Fausciana che ha celebrato insieme con Don Angelo Strazzanti e Don Alessandro Crapanzano racconto di “un uomo speciale che ha vissuto in Dio nel tempo e oltre il tempo in Dio”. “La parti sociali di questa città si mettano a lavoro perché la sicurezza nei posti di lavoro sia garantita e tragedia come queste non accadano mai più. È ora di dire basta!”. Tante le parole di consolazione per la famiglia che in un dolore dignitoso e composto ha occupato le prime file della Parrocchia. “Dio compie il miracolo e nella sofferenza non scompare. Antonio era un dono, un regalo per la nostra città. Un uomo di cui non si conoscono grandissime opere ma ha curato la sua vocazione di figlio, marito, padre, nonno che ha compiuto in una missione autentica tale da generare attorno a lui affetti profondi”.

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Poi le parole lasciano spazio al ricordo. “Ho conosciuto Valentina, la figlia nel tempo in cui l’ho preparata al matrimonio nello scorso luglio in questa chiesa dove oggi salutiamo cristianamente Antonio. Uomo elegante nello stile e nell’animo. Posso raccontarvi che ha Antonio ha costruito attorno a se una famiglia perbene, gente onesta, lavoratrice. Bella gente – ripete Don Fausciana – bella gente”. Il parroco ha poi detto “grazie alla famiglia” perché in un momento così tragico “la sofferenza non ha generato sentimenti di avversione, piuttosto vi ha umanizzato perché il bene è più grande di ogni altra violenza. Grazie, allora, per questa educazione alla bontà che vi rende persone di altissima dignità”.

Prima della benedizione, sull’altare si sono alternate due amiche della famiglia Vizzini Magliocco che hanno voluto rendere omaggio allo sfortunato operaio. “Ci mancherà il tuo sorriso e la tua bontà – hanno detto in lacrime -. Un uomo buono, mite. Una tragedia a cui non crediamo ancora, difficilmente ci abitueremo alla tua assenza. Lasci un vuoto incolmabile, ci mancheranno il tuo sarcasmo e la tua ironia. Avremmo voluto che fosse stato un pessimo pesce d’aprile… Invece, è tutto vero! Ciao Antonio”.

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06 Aprile 2014, 20:46

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