Politica

“Comunali, dialogo senza veti: chi corre alle primarie faccia la lista”

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03 Ottobre 2021, 12:30

6 min di lettura

PALERMO – “Il Partito Democratico ha idee e proposte per Palermo, su queste ci confronteremo con le altre forze politiche partendo da quelle più prossime a noi ma senza perimetri che escludano l’esterno. Italia Viva? Disponibili a parlare, ma prima resettiamo il passato”. Parola di Rosario Filoramo, segretario provinciale del Pd palermitano che si gode i buoni numeri della Festa dell’Unità che si chiude oggi a Villa Filippina: “Invito chi crede in un futuro migliore per la città a candidarsi al consiglio comunale, anche ai pochi che criticano l’attuale segreteria: anche le migliori idee vanno trasformate in consenso elettorale”.

Partiamo dalla domanda più spinosa: il Pd guarda a sinistra o al centro in vista del 2022? Nel dibattito di venerdì sera con Micciché si è parlato di un campo largo, una parte dei dem sostiene sia importante dialogare con i moderati ma M5s e Sc pongono dei paletti. Che coalizione avete in mente?
“Guardare il mondo post pandemia con gli occhi del passato è anacronistico. Il Pd palermitano sta costruendo una forte relazione con i cittadini, con le associazioni, con le categorie produttive e il mondo delle professioni. In questo ultimo anno e mezzo abbiamo strutturato il partito in 18 dipartimenti che hanno avviato un lavoro di analisi e progetti che in questa settimana di Festa abbiamo presentato alla città. Abbiamo idee e proposte sullo sviluppo economico, sull’urbanistica e sull’edilizia, sulla gestione dei rifiuti, sulla scuola e la cultura, sull’ambiente, sulle politiche sociali. Su queste proposte intendiamo confrontarci anche con le forze politiche, non servono i perimetri che escludano l’esterno, serve semmai individuare chi vuole fare che cosa. È chiaro che i primi interlocutori che incontreremo saranno le forze politiche a noi più prossime. E’ stato molto bello che l’incontro del coordinamento di ‘Noi Che’, l’associazione delle donne e uomini di sinistra che da un anno lavora alla costruzione di un terreno di condivisione comune, abbia tenuto ieri la propria riunione all’interno della Festa dell’Unità”.

Il Pd in questi mesi ha visto il ritorno di Leoluca Orlando e dei così detti “orlandiani”: come va la coabitazione?
“Il principale dibattito delle Festa, quello sulla Città metropolitana, ha visto Leoluca Orlando confrontarsi con tutti gli altri sindaci del Pd palermitano sul piano strategico della città metropolitana. Puntiamo tantissimo a una visione metropolitana del nostro territorio che potrà assicurare futuro e sviluppo a 1,2 milioni di palermitani. Siamo un partito ricco di risorse sul piano amministrativo, ne faremo tesoro chiedendo a tutti di mettere la loro competenza e storia a disposizione della città”.

Il Partito Democratico non ha fatto mistero di voler fare le primarie per il 2022, anche se le altre forze politiche non sembrano entusiaste. Le farete o no? E con quali regole?
“Le primarie restano uno degli elementi per la selezione del candidato; dopo avere parlato delle cose che ci uniscono, decideremo quale modello condiviso utilizzare per individuare il candidato. Mi auguro che coloro che stanno pensando a una loro candidatura alle primarie allestiscano parallelamente una lista di appoggio da presentare successivamente alle Comunali di maggio. In Sicilia, per le Amministrative, la legge elettorale favorisce infatti il candidato sindaco che presenta il più alto numero di liste. Rivolgo un invito alle donne ed agli uomini che confidano in un futuro migliore per Palermo a impegnarsi direttamente, candidandosi al consiglio comunale di Palermo. Esplicito invito rivolgo anche agli iscritti al Pd, ai tanti che sostengono l’attuale segreteria ma anche ai pochi critici, la reale verifica politica si fa alle elezioni. Si possono avere le migliori idee, ma poi manca la capacità di trasformarle in consenso elettorale. Mi auguro una sana competizione, anche interna al Pd, ma con l’obiettivo di affermare la nostra forza politica”. 

Passiamo al M5s. C’è una parte dei grillini che dialoga bene con voi e con Orlando, mentre un’altra ha già avanzato una candidatura a sindaco e vuole prendere le distanze da questa esperienza amministrativa…
“Lo ripeto, a maggio 2022 si aprirà una nuova stagione politica, tutti dovranno prenderne atto. Mi auguro che prevalga buon senso da parte di tutti”.

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Una settimana fa Sinistra Comune, proprio a Villa Filippina, ha chiesto di non ripetere quelli che reputa gli errori del 2017 con una coalizione allargata. Difficile far coesistere le posizioni?
“Difficile se non saremo capaci di affrontare il merito dei problemi. Certamente noi con chiarezza saremo presenti con la lista di partito, con il nostro simbolo e con un candidato sindaco che metteremo a disposizione delle altre forze politiche. Sono certo che anche Sc farà un lavoro analogo e a quel punto ci confronteremo. Coloro che condivideranno la stessa idea di città penso che dovranno sostenere lo stesso sindaco”.

Matteo Renzi a Palermo non è stato tenero con Orlando, pezzi di renziani vanno a destra… E’ possibile recuperare il rapporto con loro e quindi anche con +Europa e Calenda?
“Vale lo stesso discorso fatto, massima disponibilità a trattare con loro, lo faremo nel rispetto delle loro posizione ma a tutti chiedo di resettare. Basta con lo sguardo rivolto al passato, tutti hanno responsabilità se le cose non sono andate sempre bene, nessuno ponga veti”.

Rimanendo al centro, la discesa in campo di Roberto Lagalla sembra delineare meglio le coalizioni per la corsa a sindaco. Esclude una possibile convergenza su Lagalla? E visto che al centro si sono già mossi, voi che tempi vi date?
“Non mi pare che a destra la situazione sia chiara ma non chiamiamolo centrodestra perché, purtroppo, è a traino delle peggiori pulsioni del sovranismo populista. Assistiamo a decine di candidature a sindaco, come se fosse la selezione di un talent, attendiamo il ‘boot camp’. Lagalla è un politico di destra che siede nel governo regionale di Musumeci ed è stato assessore di Cuffaro, non credo che chi si ritiene progressista possa prenderlo in considerazione. Per quanto ci riguarda, arriveremo alla candidatura molto presto ma ci arriveremo con un’idea di città e con la città”.

Fare una festa di partito di questi tempi non è da tutti e richiede sforzi non indifferenti. Perché avete comunque voluto farla?
“Difficilissima opera organizzativa, considerati il Covid e la mancanza di risorse economiche. In queste condizioni il lavoro svolto dalle donne e dagli uomini del Pd è stato encomiabile e vale il triplo. Abbiamo organizzato la Festa perché lo chiedevano le persone che amano la politica e il successo di partecipazione ai 21 dibattiti organizzati in sei giorni di festa ci dice che siamo sulla giusta strada. Lo abbiamo fatto dopo la pandemia, contando solo su lavoro volontario degli iscritti. Con l’occasione, mi permetta di ringraziare le oltre 100 persone del Pd che hanno co-organizzato la Festa dell’Unità, dirigenti e semplici militanti che saranno la spina dorsale della prossima campagna elettorale”.

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03 Ottobre 2021, 12:30

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