Intossicazioni da tonno, | sequestrati altri mille chili di pesce

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30 Maggio 2013, 18:14

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PALERMO – Proseguono i controlli delle forze dell’ordine dopo le centinaia di intossicazioni da tonno in città. I chili di pesce sequestrati stamattina ammontano a 1.070: ad eseguire il provvedimento è stata la squadra nautica della questura di Palermo che ha passato al setaccio diverse pescherie della città, alcune delle quali sono risultate abusive. Tra queste, una in corso dei Mille, nei pressi di piazza Ponte dell’Ammiraglio. Ma ad entrare oggi in azione sono stati anche i carabinieri del Nas, la polizia municipale e la guardia costiera, che hanno effettuato i controlli tra gli ambulanti dei mercatini itineranti, oggi allo Zen e a Partanna Mondello.

Su questo fronte, l’emergenza sembrerebbe essere rientrata: tra le bancarelle, infatti, non sono state riscontrate irregolarità. In questi giorni, inoltre, sono diminuiti i numeri dei cittadini che si sono recati nei pronto soccorso della città: i sintomi accusati dalla maggior parte di coloro che hanno chiesto l’aiuto dei medici sono stati la difficoltà di respirazione, tachicardia, nausea e vomito. Nessun banchetto, invece, nelle zone in cui alcune delle persone intossicate avevano acquistato il tonno avariato.

A Villabate ad esempio, dove domenica scorso è stato venduto del pesce ad una famiglia finita all’ospedale Cervello, l’ambulante non c’è più. I due bambini sono stati dimessi soltanto l’altro ieri, dopo quattro giorni di ricovero e cura a base di antistaminici. E’ proprio l’istamina, infatti, la sostanza che potrebbe aver provocato le intossicazioni. Se presente in eccesso, può provocare malesseri anche pesanti.

L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia ha infatti analizzato i campioni di pesce sequestrati nel mercato palermitano di Ballarò nella giornata di ieri, che hanno evidenziato, in alcuni casi, la positività all’istamina, sostanza prodotta dal nostro stesso organismo, che, in particolari condizioni può provocare intossicazione acuta nel consumatore.

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“La normativa europea – spiegano dall’Istituto zooprofilattico – include l’istamina tra i parametri microbiologici di sicurezza alimentare perché alti livelli di questa sostanza si accompagnano alla presenza di batteri tipici degli alimenti. Pur trovandosi potenzialmente in diversi tipi di cibo, il pesce presenta particolari rischi (quelli maggiormente affetti sono gli sgombridi, in particolare tonni, sgombri, alici, sarde e aringhe).

Errate modalità di conservazione – aggiungono – possono aumentare le probabilità di provocare intossicazioni. “I sintomi riscontrati nei pazienti – spiega una nota dell’Istituto, che ha spedito all’Asp 6 i risultati delle analisi – ricoverati nei principali ospedali palermitani sembrano riconducibili ad intossicazione da cibo con alta carica di istamina, anche nota come sindrome sgombroide, ovvero: prurito, eritema, tachicardia, diarrea, sensazione di soffocamento. L’intossicazione, comunque, evolve spontaneamente verso la guarigione e solo in soggetti particolarmente sensibili può generare patologie più gravi, come i diabetici o i cardiopatici”.

I controlli hanno stabilito che solo in un esemplare c’era presenza di istamina, specifica Paolo Giambruno capo dei veterinari dell’Asp 6. “Il livello era di 30 milligrammi per chilo il limite consentito è di 200 milligrammi – dice – i valori che possono dare sintomi di intossicazione solo superiori a 2000. I tonni, però, erano mal conservati e ad alcuni esemplari mancava la testa”. Tre dei 12 grossi pesci analizzati quindi finiranno in discarica. Gli altri nove saranno venduti all’asta. Domani sempre nell’azienda sanitaria è previsto un incontro per cercare di aumentare il numero dei controllori affiancando ai veterinari del personale dell’igiene pubblica. Un modo concreto per prevenire la vendita di prodotti alimentari scadenti che possano provocare intossicazioni di massa come quella da tonno rosso avariato.

Proseguono nel frattempo controlli sul tonno fresco e carabinieri del Nas, capitaneria di Porto e veterinari dell’Asp 6 stanno passando al setaccio non solo i mercati storici, ma anche i punti vendita in periferia a Palermo. Questa mattina gli uomini della Guardia Costiera hanno controllato gli ambulanti e le pescherie di Mondello e Partanna. Il tonno controllato era in regola. I venditori avevano le bolle di accompagnamento che garantivano la tracciabilità. I sequestri e i blitz dei giorni scorsi hanno avuto un effetto positivo per i consumatori, dicono i militari.

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30 Maggio 2013, 18:14

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