Irsap, al vaglio dell’Ars | le nomine della discordia

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08 Agosto 2013, 06:00

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PALERMO – La querelle riguardante le nomine ai vertici dell’Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive (Irsap) arriva a uno snodo cruciale. Oggi la prima commissione dell’Ars, infatti, è convocata – impegni d’Aula permettendo – per pronunciarsi sulle nomine decise del governo, che ha designato Alfonso Cicero presidente dell’ente. Nomine contro le quali l’Aula ha già votato un ordine del giorno. Intanto, martedì in terza commissione, il disegno di legge 444 presentato da tutti i deputati del Movimento cinque stelle con in testa il loro capogruppo Giancarlo Cancelleri, è stato praticamente falcidiato.

Il presidente della Regione, intervenuto l’altroieri a una conferenza stampa per esprimere solidarietà nei confronti dello stesso Cicero, che ha denunciato un’intimidazione, ha affermato: “La nomina di Cicero è assolutamente legittima. Se poi cambierà la legge, ne prenderemo atto e ci adegueremo”. Ancor prima sembrava che l’assessore Linda Vancheri avesse raggiunto una sorta di “compromesso” sull’allargamento a 15 componenti della Commissione consultiva. Che però in commissione non si è concretizzato in un voto.

Il ddl sulla modifica della governance dell’Irsap venne presentato dai grillini intorno alla fine del mese di maggio. L’ente, regolato dalla legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8. ovvero quella istitutiva delI’Irsap, metteva nelle mani del presidente della Regione – previa proposta dell’assessore alle Attività produttive – l’individuazione del presidente tra i cinque componenti del Cda, anche questi scelti da governatore e assessore. La modifica proposta dal ddl 5stelle, invece, limitava in parte il potere del governo. Il disegno di legge, almeno inizialmente, prevedeva infatti l’individuazione dei cinque componenti del cda tra esponenti delle associazioni di categoria che avrebbero proceduto attraverso elezioni al proprio interno. La proposta dei grillini prevedeva invece che dei cinque componenti del cda, infatti, sarebbero stati scelti dal governo, gli altri tre sarebbero stati selezionati dalle associazioni. A quel punto il governo avrebbe potuto scegliere il presidente proprio tra i tre “eletti” dalle organizzazioni di industriali, commercianti, artigiani.

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La norma però non è passata in commissione ed è stata bocciata martedì col parere negativo del governo. Del ddl a 5 Stelle è sopravvissuto solo l’articolo che allarga la consulta da 13 a 19 membri. I grillini però si ripromettono di ripresentare in Aula, quando il ddl approderà a Sala d’Ercole, come emendamenti gli articoli bocciati in commissione. “Poi sarà l’Aula a decidere dopo un’attenta discussione e avendo in mano tutti gli elementi di scelta”, commenta il capogruppo Giancarlo Cancelleri.

Oggi intanto sarà la Commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Forzese, a pronunciarsi sulle nomine del governo. O almeno così dovrebbe essere, “compatibilmente con i lavori d’Aula”. Infatti, la animata seduta di ieri di Sala d’Ercole non è riuscita a concludersi con il voto sul ddl “antiparentopoli” e così l’Aula è stata convocata per questa mattina. In un orario concomitante con quello in cui era fissata la seduta della prima commissione. Che quindi potrebbe rischiare di essere rinviata al pomeriggio o anche di saltare, prolungando la già lunga e tormentata soap opera delle nomine della discordia. I 5 Stelle, intanto, hanno già fatto sapere che voteranno contro: “Visto l’ordine del giorno approvato la scorsa settimana, ci aspettiamo che anche le altre forze politiche si esprimano in modo conseguente”, commenta Cancelleri. Sempre ammesso che oggi si voti.

 

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08 Agosto 2013, 06:00

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