Italiacom, dalla scalata al fallimento | “Ecco come essere risarciti”

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02 Luglio 2014, 06:05

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PALERMO – Una maxi campagna pubblicitaria era riuscita ad attirare migliaia di utenti in tutta Italia. Spot televisivi in orari di punta, cartellonistica a tutto spiano: l’affare e il risparmio in bolletta, con Italiacom, sembravano dietro l’angolo. Ma quei servizi, in parecchi casi, non sarebbero mai stati attivati e i clienti finiti nel tunnel di una vicenda sin dall’inizio apparsa tortuosa, si contano ormai a centinaia in tutta la Penisola, ma soprattutto in Sicilia.

In tanti hanno chiesto anche l’assistenza delle associazioni che tutelano i consumatori: pretendono il rimborso totale di quanto speso per l’attivazione della linea “Italiacom”, la compagnia telefonica fondata dall’imprenditore palermitano Salvo Castagna e dichiarata fallita il 6 giugno scorso: due mesi prima, a metà aprile, Castagna ha ceduto le sue quote al socio di maggioranza, Alba Cinà, diventata amministratore unico. Nel frattempo, il giudice Gabriella Giammona ha fissato la prossima udienza per il 7 novembre 2014, in quella sede sarà verificato lo stato del passivo della società. Un epilogo i cui sintomi erano già diventati evidenti da mesi, da quando a molti clienti non veniva più fornito il servizio: alcuni di loro, tra diverse difficoltà, sono riusciti nel frattempo a migrare verso un nuovo operatore mentre altri hanno dovuto rinunciare al proprio numero di telefono e chiedere l’attivazione di una nuova utenza con un nuovo gestore.

Ma non finisce qui, perché risalirebbe soltanto ad alcune settimane fa l’addebito di 391 euro e settantasette centesimi da parte dell’operatore sulle carte di credito di decine di suoi clienti ed ex-clienti, un addebito non dovuto perché riguardante utenze non più attive da tempo. Insomma, gli abbonati avevano scelto Italiacom per risparmiare qualche euro per il servizio telefonico e si sono invece trovati intrappolati in una vicenda complicata e con il telefono muto. E adesso parlano di una vera e propria truffa ed hanno creato anche un gruppo su Facebook: “Fregati di Italiacom”. Nello spazio sul Web si scambiano opinioni, raccontano l’esperienza vissuta dopo la richiesta di attivazione e descrivono spesso un vero e proprio calvario tra telefonate ad un servizio clienti che non risponde, scartoffie e addebiti presumibilmente illegittimi sul conto.

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Ma una speranza per recuperare quanto pagato c’è. Il curatore fallimentare nominato dal tribunale, l’avvocato Giovan Battista Coa, illustra ai clienti come fare per contattarlo e chiedere delucidazioni in merito al rimborso e all’ammissione al passivo. “Le domande per quest’ultima richiesta – spiega – devono essere inoltrate entro i trenta giorni che precedono l’udienza del 7 novembre. Gli utenti devono inviarle con relativa informazione probatoria nelle forme e nei termini previsti dalla legge fallimentare, cioè a mezzo di posta certificata, all’indirizzo di posta certificata studiolegalecoa@pecstudio.it. Non è prevista – precisa l’avvocato – pena l’ inammissibilità della richiesta, altra forma di presentazione della domanda di ammissione al passivo. Non so ancora quanti siano i clienti che chiederanno il risarcimento, ma sarà evidente quando cominceranno ad arrivare le domande. Quando saranno depositati anche i bilanci dell’azienda in Tribunale, sarà inoltre tutto più chiaro anche sullo stato del passivo”.

Eppure, la pubblicità della campagna telefonica era nata sotto i migliori auspici. Era il febbraio 2012 quando lo spot è apparso per le prime volte in tv. Un personaggio, Salvo Castagna, che aveva incuriosito persino Fiorello per un video apparso alla fine del primo tempo di una partita della Nazionale, davanti a milioni di telespettatori. In quel caso era la sua passione per la musica ad emergere: in uno spot creato ad hoc per promuovere il singolo “Due bandiere al vento”, l’amministratore delegato della compagnia telefonica made in Sicily appariva per venti secondi assieme ad Anna Falchi.

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02 Luglio 2014, 06:05

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