La caduta dei 4 "Cavalieri": Bosco, |Costanzo, Virlinzi e Pulvirenti - Live Sicilia

La caduta dei 4 “Cavalieri”: Bosco, |Costanzo, Virlinzi e Pulvirenti

Il mensile "S", in edicola da mercoledì, ma acquistabile subito online, dedica uno speciale con tre inchieste giornalistiche sui nuovi "cavalieri" catanesi e la loro caduta. Nell'attesa della conclusione delle indagini, il mensile analizza tutti gli atti della magistratura, intercettazioni, verbali inediti, pedinamenti.

le carte della magistratura
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CATANIA- Per anni sono stati i padroni indiscussi della Sicilia. Tutti catanesissimi, tutti ai domiciliari, per corruzione Giuseppe Virlinzi, Concetto Bosco e Mimmo Costanzo, per bancarotta Nino Pulvirenti.

Il mensile “S”, in edicola da mercoledì, ma acquistabile subito online, dedica uno speciale con tre inchieste giornalistiche sui nuovi “cavalieri” catanesi e la loro caduta. Nell’attesa della conclusione delle indagini, il mensile analizza tutti gli atti della magistratura, intercettazioni, verbali inediti, pedinamenti. Ecco una breve anticipazione

TUTTE LE INTERCETTAZIONI DEL CASO VIRLINZI. IL GIUDICE E L’AUTO DI VIRLINZI – Il giudice della Commissione Tributaria avrebbe avuto, secondo l’accusa, “l’acclarata disponibilità di autovetture della società Virauto”. Il 17 novembre del 2014 Filippo Impallomeni contatta Giovanni La Rocca, che sarebbe l’intermediario dei suoi contatti anche con Ennio Virlinzi. Insieme parlano della macchina che il giudice utilizza abitualmente, ma che risulta intestata a una società dei Virlinzi, che necessita di manutenzioni.

“Caro Filippo come stai?”, esordisce il commercialista dei Virlinzi, “ma bene, bene. Ma ti sei dimenticato completamente del problema alla macchina…o loro fanno un rinfresco di questa che c’è…levando tutte le strisce”. La Rocca invita Impallomeni a parlare di presenza, sottolinea di essere stato fuori sede e aggiunge: “Senti una cosa, a quella società è arrivata la…è stata informata dell’avviso di cronaca dell’udienza”. “Sì”, risponde il giudice. “Ora io che debbo fare? Una domanda, oppure gliela faremo in udienza questa domanda?”. “In udienza -spiega Impallomeni- in udienza, l’ha già chiesto l’ufficio…ti fai fare la delega…gli dici <<prendo atto…prendo atto che l’ufficio mi ha chiesto e credo che sia opportuno>>, tra l’altro tu lo sai, c’è una sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione che dicono quando per lo stesso tributo c’è la responsabilità solidale, deve essere unitaria la decisione…anche per evitare che sulla stessa questione ci siano due pronunzie diverse, o fai ampliare la procura nel senso che, nominano procuratore in aggiunta pure a te questi signori, oppure ti fai dare delega da questo difensore loro…vieni in giudizio dici <<io insisto su quello che ha chiesto l’ufficio in quanto c’abbiamo analogo accertamento fatto nei confronti dei venditori>>, l’ufficio lo dice chiaramente: <<Si chiede la riunione con analogo procedimento instaurato nei confronti…>>”.

Continua a leggere sul mensile “S” anche online tutti gli atti giudiziari sullo scandalo alla Commissione tributaria, il crack windjet e il sequestro della Tecnis di Mimmo Costanzo e Concetto Bosco

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Commenti

    ma il pezzo grosso lo avete dimenticato apposta? CIANCIOOOOOO io non ho paura di dirlo voi si…..e come sempre non pubblicherete il mio commento. bravi nuovi servi

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