La mafia punta sul fotovoltaico | Gli atti dell’inchiesta “Iblis”

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21 Aprile 2011, 20:05

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“Sono bloccate tutte cose, sto cercando di sbloccargliele io… ho parlato con Raffaele…”. La pista delle energie alternative in provincia di Catania viene descritta negli atti dell’operazione Iblis attraverso le intercettazioni del geologo autonomista Giovanni Barbagallo col capo di Cosa Nostra Vincenzo Aiello. A rivelare il retroscena è l’edizione catanese di “S”, in edicola da oggi: il mensile dedica un ampio approfondimento sugli atti dell’operazione Iblis, sui quali LiveSicilia è in grado di darvi un’anticipazione.

Quando cerca notizie sui parchi fotovoltaici, Aiello, pensando alla politica, chiede a Barbagallo: “Senti ma come è finita coi parchi… Con i fotovoltaici?”, e aggiunge: “Ti sei visto con Raffaele?”. Il geologo autonomista conferma: “Ci siamo visti due settimane fa”. Nella rete dei contatti entra anche Angelo Todaro, amministratore unico della Todaro Costruzioni srl e componente dell’Osservatorio Nazionale sulle Fonti Rinnovabili. Con lui Barbagallo programma e rendiconta minuziosamente gli incontri con Lombardo. “Stagli addosso – dice Todaro – perché ogni minuto per me è vita”. E il geologo in contatto con Lombardo lo tranquillizza: “Lunedì sono di nuovo là (da Lombardo ndr) per questo motivo”.

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Aiello avrebbe avuto l’intenzione di gestire le forniture di cemento e il movimento terra per la centrale di Ramacca: l’impresa Finocchiaro avrebbe avuto la precedenza. E i subappalti sarebbero stati assegnati a imprese locali “vicine all’associazione”. Ma non solo: per i pm la mafia speculava anche sul valore dei terreni. Per ogni metro quadro di proprietà acquistata, l’acquirente-imprenditore avrebbe pagato un sovrapprezzo come “messa a posto”.

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21 Aprile 2011, 20:05

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