La proroga Covid e gli spiragli per tutti, la lotta tra eroi e precari

La proroga Covid e gli spiragli per tutti, la lotta tra eroi e precari

Che fine faranno i lavoratori dell'emergenza?
CORONAVIRUS
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Gli spiragli della proroga per i lavoratori Covid, annunciata dall’assessore alla Salute, Giovanna Volo, si aprirebbero per tanti, non soltanto per il personale sanitario. Anche per gli amministrativi e per un settore che, nel suo insieme, ha funzionato. Questa è la sintesi che si ricava da qualche telefonata a Palazzo, tra coloro che si occupano della materia. Dicono – quelle voci – che l’assessore sta discutendo, sta riflettendo, sta valutando la situazione, sta vagliando costi e benefici. Ma che, alla fine, il via libera potrebbe essere plurimo. E che ci sarebbe la conferma, nell’area metropolitana di Palermo, del dottore Renato Costa con l’incarico di commissario.

Scadenze e ripensamenti

Lui, in una intervista a LiveSicilia.it, datata 25 agosto, aveva detto, per la verità, che non sarebbe stato più disponibile: “Il 31 dicembre prossimo, in Sicilia, la struttura commissariale decadrà. Spero che sia resa stabile, perché è necessario e per non disperdere il lavoro dei miei fantastici ragazzi. Ma io, comunque, rientrerò in ospedale, non vorrò, eventualmente, dirigere niente. Voglio tornare al mio reparto, voglio tornare all’ambulatorio popolare con il mio amico Franco Ingrillì”. Costa ci ripenserebbe – sono gli umori che si colgono – in caso di allungamento della permanenza, non soltanto per i medici.

I conti della Fiera

Lo stesso commissario, nei giorni scorsi, era stato impegnato in un botta risposta con l’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, proprio sui conti e sulla sostenibilità dell’hub. Oggi, la deputata regionale è tornata sull’argomento: “Grande rispetto per tutti gli operatori medici, sanitari e amministrativi impegnati nel contrasto al Covid in Sicilia il cui valore non mi sono mai permessa di mettere in dubbio e per i quali auspico che, dopo la proroga dei contratti, possa arrivare la stabilizzazione in un percorso normativo condiviso con il governo nazionale. Quello che invece continuo a sostenere è che, come accaduto nel resto d’Italia, anche la Sicilia si sarebbe dovuta adeguare nel chiudere costosi hub vaccinali perché ci sono  le Asp, le cure primarie, i distretti, i medici di medicina generale, le farmacie e altri presidi sanitari che possono effettuare tranquillamente vaccinazioni, tamponi e terapie domiciliari. Mi sembra davvero eccessivo, e lo dico dopo aver fatto un ulteriore accesso agli atti, tenere ancora in vita l’hub vaccinale della Fiera di Palermo al costo di tre milioni di euro al mese”.

Eroi e precari

La diatriba sulla Fiera è nata nel momento stesso in cui il Covid si è drammaticamente palesato. E ha riguardato, interamente, le figure professionali coinvolte. Una divisione netta tra chi pensa che, come pensava, che siano necessari soltanto i profili medici e chi sostiene, come ha sostenuto, che, per il funzionamento del modello, sia essenziale una varietà di competenze. Ora – pare di capire – la distanza è tra chi ritiene di inglobare un’esperienza nella sanità già esistente e chi vorrebbe costruire un ponte in più, sul territorio, tra pazienti e assistenza. In ogni caso, la proroga annunciata dall’assessore è il riconoscimento di un percorso che è stato centrale nel contrasto alla pandemia. E stabilisce un punto: gli ‘eroi’ di ieri, così erano chiamati, non possono essere trattati, semplicemente, come un bacino di precariato da sanare o non, sia detto con il massimo rispetto per i precari di ogni condizione. Le mosse future riguarderanno il funzionamento della Sanità siciliana, in tema di efficienza e sostenibilità, ferma a un bivio tra gli attuali disastri e la speranza di una svolta. E non si può sbagliare. (Roberto Puglisi)


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Commenti

    C’è chi aspetta ancora l’applicazione della legge Madia e avrebbe diritto alla precedenza…..

    Non vorrei che la nuova proroga servisse a far acquisire il titolo per legge alla stabilizzazione di queste persone. Se così fosse ci ritroveremmo tra qualche mese con l’assessore che dichiara “sono costretto a stabilizzarli”. La verità è che assistiamo sbalorditi e impotenti all’ennesima violazione dei diritti di tutti quei cittadini che hanno ritenuto di non partecipare al bando perché era scritto a chiare lettere che si trattava di un lavoro a termine e non a tempo indeterminato. Ormai è prassi consolidata bandire concorsi a termine in cui si chiarisce che mai si acquisirà il titolo per essere stabilizzati e subito dopo sull’onda di un finto buonismo provvedere alle stabilizzazioni di persone che diritto non hanno penalizzando, sotto gli occhi delle istituzioni competenti, tante persone che magari non hanno partecipato per non lasciare un altro lavoro magari meno sicuro di una Azienda sanitaria. Viva l’Italia

    La verità è che è allucinante che queste persone si tengano a contratto di 3-6 mesi sulla volta è come sempre si tengano nel precariato pubblico perché fa comodo alla politica. Un paese serio li avrebbe stabilizzati da tempo considerando le necessità di personale nella sanità ed il fatto che ormai sono formati e collaudati

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