La Regione vicina all’acquisto |Ossigeno per Villa Santa Teresa

di

03 Gennaio 2017, 18:06

2 min di lettura

PALERMO- La Regione è pronta ad acquistare Villa Santa Teresa. La struttura di Bagheria che fu di Michele Aiello e assurse a simbolo degli intrecci fra malapolitica e mafia da anni è da anni un bene confiscato in via definitiva. La Regione ha avviato una trattativa con l’Agenzia dei Beni confiscati guidata da Umberto Postiglione per acquistare l’intero immobile che ospita la clinica. Si attende solo che l’Agenzia fissi la cifra. Secondo l’edizione palermitana di Repubblica la richiesta dovrebbe essere compresa tra i 25 e i 28 milioni di euro. La somma andrebbe versata perché l’immobile è gravato da un mutuo consistente acceso dall’amministrazione giudiziaria.

“È una struttura ben fatta, ben costruita e poi è stata fatta con i soldi della mafia e per questo ha un valore anche simbolico dare questo bene ai siciliani”, spiega l’assessore Baldo Gucciardi, che illustra a Livesicilia le ragioni della mossa della Regione: “Anche questo fa parte della strategia la mafia. Lasciare deperire un bene confiscato è qualcosa che fa un danno gravissimo”, dice l’assessore alla Salute. Che spiega come la Regione si stia attivando da subito per consentire un respiro finanziario alla struttura, gestita da due società confiscate e amministrate dallo Stato, che impiegano circa 150 dipendenti, il cui futuro è tutto ancora da definire. L’acquisto della struttura da parte della Regione aiuterebbe di certo in questo senso, consentendo dei risparmi alle società. Intanto, lo stesso Gucciardi annuncia un’altra boccata d’ossigeno per i conti di villa Santa Teresa: è in corso di stipula una convenzione con l’Asp di Trapani, per affidare al personale di Villa Santa Teresa lo start up dell’acceleratore lineare, apparecchio usato per la radioterapia ai malati oncologici, nel nuovo ospedale di Mazara del Vallo. Convenzione che si aggiungerà ai 12,5 milioni annui delle prestazioni radiodiagnostiche e oncologiche svolte in convenzione dalla clinica. Nel cui futuro potrebbe esserci una sorta di ingresso nell’alveo della sanità pubblica, magari secondo uno schema simile a quello della Fondazione Giglio di Cefalù, ente di diritto privato ma interamente di proprietà pubblica che di fatto è incardinato nel servizio sanitario ma non è una delle 18 aziende del servizio sanitario regionale. Ma, spiega lo stesso assessore, questa è solo una delle tante ipotesi sul tavolo. La Regione ha avviato da tempo un confronto con i vertici delle due società confiscate (San Gaetano e Villa Santa Teresa) guidate dal prefetto Marino, dall’ex magistrato Croce e dall’avvocato Chinnici.

Articoli Correlati

Intanto, un’altra novità è in vista per la struttura bagherese. Che ospita da anni anche il centro ortopedico gestito dall’azienda Rizzoli di Bologna. “È in fase di definizione l’ampliamento della convenzione con Rizzoli, che ricordo è un’azienda pubblica, per garantire interventi di chirurgia ortopedica a più alta complessità”, annuncia a Livesicilia Gucciardi.

 

Pubblicato il

03 Gennaio 2017, 18:06

Condividi sui social