La serata al pub,| l’arresto e il 41-bis

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01 Gennaio 2010, 00:00

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Gianni Nicchi era certo di essere imprendibile e che nessuno lo potesse tradire. Fino al giorno prima dell’arresto, venerdì scorso, era uscito come tanti giovani palermitani passando la serata in un pub del centro di Palermo. Non nutriva alcun sospetto sul fatto che la polizia lo stava già seguendo e osservando da lontano. “Era sicuro di potere contare sulla fedeltà dei suoi favoreggiatori e che nessuno nella zona l’avrebbe tradito” racconta Maurizio De Lucia, magistrato in forza alla procura nazionale Antimafia diretta da Pietro Grasso e da anni impegnato – come sostituto procuratore a Palermo – nella caccia a “u picciuttieddu”. Per catturarlo si è fatto ricorso a uno sforzo corale. In campo, oltre gli apparati di polizia, sono stati schierati anche i servizi segreti che hanno fornito indicazioni alla squadra ‘catturandi’ della mobile di Palermo.

Le indagini ora si aprono su quanto trovato nel covo di Nicchi. Un computer, due telefoni cellulari e alcuni documenti Il materiale è al vaglio della scientifica, ma per comprende la valenza basta dire che a primo acchito il questore di Palermo Alessandro Marangoni ha parlato di ritrovamenti ”interessanti”. Il sopralluogo degli esperti della scientifica, che ha passato a setaccio l’appartamento, è terminato intorno alle 14.

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Ma per Nicchi si apriranno presto le porte del 41-bis. Già domani la procura di Palermo proporrà al ministero della Giustizia l’applicazione del carcere duro. Lo afferma il procuratore di Palermo Francesco Messineo. “Attraverso la Direzione nazionale antimafia, faremo giungere al ministero della Giustizia tutti i dati necessari per l’applicazione del 41 bis al boss Nicchi che ha già, comunque, due condanne per associazione mafiosa”.

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01 Gennaio 2010, 00:00

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