La sparatoria di Librino Palloncini e canzoni neomelodiche

La sparatoria di Librino |Palloncini e canzoni neomelodiche

Le indagini intanto continuano nel massimo riserbo.
A PIAZZA DANTE
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CATANIA – “Enzo vive”. Questa la scritta di palloncini che compariva ieri sera, insieme a una ghirlanda di fiori bianchi a forma di cuore e una foto su un tavolino, a piazza Dante. In quell’angolo – storicamente luogo degli ultras rossoazzurri – è stata allestita una sorta di ‘veglia di preghiera’ dedicata a una delle vittime della sparatoria di Librino. Vincenzo Scalia, o conosciuto come Enzo Negativa, è stato ucciso a colpi di pistola sabato sera al viale Grimaldi. Ancora buio (almeno ufficialmente) sul movente che ha scatenato quella tempesta di fuoco. Gli inquirenti, infatti, sono trincerati in un muro silenzioso. “Lavoriamo intensamente”, è la risposta a qualsiasi domanda.

La dedica ‘neomelodica’

Catania è tempestata di striscioni e murales dedicati a diversi ‘personaggi dei quartieri’ che hanno perso la vita, a colpi di pistola o per incidenti stradali. Molti sono legati a circuiti illegali di criminalità (non sempre organizzata). E insieme ai writers ci pensano anche i neomelodici a lasciare una traccia per ricordare le vittime. Per Enzo Negativa è quasi pronto un brano del cantante Niko Pandetta. Lo ha annunciato lo stesso artista sui social poche ore dopo la notizia dell’assassinio di Scalia. Una notizia, questa, che è stata ripresa da diverse testate e che – come al solito – ha scatenato la reazione del nipote del boss Turi Cappello che ha fatto una diretta social puntando il dito sui giornalisti.

Le indagini

Ma torniamo alle indagini sul duplice omicidio di Scalia e del quarantenne Luciano D’Alessandro. Le direttrici di ‘scavo’ sono diverse. La pista privilegiata sembrerebbe quella dello scontro per la gestione della droga, ma passando i giorni il pilastro – di quello che a prima vista sembrava una certezza – non è più così certo. La svolta per ricostruire il movente potrebbe arrivare dalle testimonianze, sia dei feriti che da chi ha assistito alla sparatoria. I carabinieri, coordinati dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal pm Alessandro Sorrentino, hanno già scandagliato strade tracciate proprio da alcuni racconti. Per risolvere il duplice omicidio, forse, è solo questione di ore.


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Commenti

    Che strano società.
    Vengono ricordati nei muri e nelle canzoni
    giovani che hanno fatto solo danno alla società.
    Di un giovane morto sul lavoro,dopo due giorni non si ricorda nessuno.

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