La punizione: "Sono un deficiente"| Condanna per la professoressa - Live Sicilia

La punizione: “Sono un deficiente”| Condanna per la professoressa

Giuseppina Valido punì un ragazzino perché aveva dato del gay a un compagno. Per i Supremi giudici è colpevole di "abuso di mezzi di correzione". L'insegnante palermitana si dice amareggiata.

Sentenza della Cassazione
di
26 Commenti Condividi

Quel “sono un deficiente” fatto scrivere cento volte a un alunno le è costata una condanna. Ormai definitiva. La Cassazione ha confermato che Giuseppa Valido, 60 anni, insegnante palermitana di Lettere ormai in pensione, è colpevole per “abuso di mezzi di correzione”. Accolto, invece, il ricorso del difensore, l’avvocato Sergio Visconti, contro l’aggravante delle lesioni. L’insegnante non provocò alcun danno psicologico allo studente. La pena, dunque, scende da un mesi a venti giorni. Pena sospesa, naturalmente.

Il ragazzino, assieme a due coetanei, nel 2006, aveva impedito a un compagno di classe di entrare nel bagno dei maschi. “Non ti facciamo passare perché tu sei un gay”, era stata la motivazione. L’alunno era scoppiato in lacrime e la professoressa aveva deciso di punire il responsabile, obbligandolo a scrivere cento volte la frase “sono un deficiente” sul quaderno. La Valido preferisce non commentare la sentenza. Al suo legale ha detto, però, di essere molto amareggiata.

La storia del processo non è stata lineare. Il 27 giugno 2007 il giudice per l’udienza preliminare aveva assolto l’imputata. Poi, il pubblico ministero e la parte civile fecero ricorso, puntando sulle le conseguenze psicologiche subite dal ragazzo. “Mai provate”, ha sostenuto il difensore. In appello era arrivata la condanna a un mese. Nelle motivazioni i giudici di secondo grado scrissero che il modo di agire della prof era stato “particolarmente afflittivo, umiliante davanti alla classe, trasmodante l’esercizio della funzione educativa”. Come dire, l’insegnante può punire il ragazzino per comportamenti scorretti, ma quella volta era andata oltre.

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

26 Commenti Condividi

Commenti

    “Sono un deficiente” gliel’avrei fatto scrivere 200 volte: 100 a lui e 100 al genitore che invece di prenderlo a sganassoni denuncia la prof.

    “Sono un deficiente”???? io credo che la Prof. l’abbia graziato… ma purtroppo ho la convinzione che “dietro” ragazzi stupidi ci siano genitori degni di questo aggettivo

    strano paese: il “politicamente corretto” vince tra l’ipocrisia generale. Poi genitori si lamentano se i figli diventano “bulli” (si può ancora dire?).

    Questa sentenza farà ancora più danno (eventuale) della punizione inflitta dalla prof. Praticamente si è mandato il seguente messaggio al ragazzino: “continua pure a fare il bullo maleducato e deficiente”, che tanto nessuno può dirti nulla! E se non lo fanno quei …… dei tuoi genitori, figurati se lo faccio io Stato…

    Da cittadina,da insegnante,da madre gradirei conoscere il nome del giudice che ha sottoscritto la sentenza!

    la prof e’ accusata di aver apportato danno psicologico all ‘alunno che , si e’ permesso di dare del gay ad un suo compagno! e questi di non fargli usare il bagno dei maschi con la prepotenza che già’ immagino! ma il giudice che ha condannato la prof. non ha capito il danno psicologico che il ragazzo bullo ha causato nei confronti del suo compagno presunto gay? che poi se gay sono pur fatti suoi! e ancora con questo razzismo nei confronti delle persone omosessuali….. conviviamo con preti pedofili con tradimenti coniugali e non si può’ convivere con un gay in classe a scuola? tutto questo e’ ridicolo ….. e vige sempre più’ la gente di poca cultura e che non rispetta gli altri …..

    L’Italia è una nazione strana…si colpisce chi non si dovrebbe…e si assolve chi dovrebbe essere REALMENTE PUNITO…Ma la cassazione ma da chi è formata???Mi sembra spesso da superficiali.quando emanano certe “sentenze”..-e di sentenze assurde ne emanano…e come!!-ma si sa che al peggio non c’è mai fine .SONO SOLIDALE CON LA PROF.SSA..

    @stellina io sono gay, ma sono sempre entrato nei bagni dei maschietti….

    Piena solidarietà all’insegnante e tanta commiserazione per i genitori dell’alunno “deficiente”.
    Per Stellina: ti piace così tanto l’insalata russa?
    Saluti

    di bene in meglio, Il genitore di questo ragazzino ha dato proprio un bell’esempio al figlio, gli ha salvato l’onore e la dignità avvicinandolo al bullismo e all’arroganza proprio adatto a questa giovine Italia

    CONSEGUENZE PSICOLOGICHE ???????? mi sembra la storia del bue che dice cornuto all’asino. il povero bulletto codardo ( erano in tre ) è rimasto turbato dalla punizione. il compagno di scuola presunto gay, invece, ha gradito l’operato dei compagni. storia letta e riletta, quella della magistratura che prende enormi cantonate. Suprema Corte ? Supremo Errore. ma non è che per caso il bulletto è magari figlio di qualche amico degli amici ……….

    ho due figlie insegnanti che svolgono il loro lavoro con impegno e passione e purtroppo spesso mi raccontano di episodi che vivono a scuola, la conclusione è sempre la stessa:bisogna educare ed insegnare prima i genitori.mi associo a tutti i commenti e tutta la mia solidarietà alla prof.P.S.chissa come l’avrebbe presa il giudice se il bimbo ,presunto,gay,fosse stato suo figlio

    scusate la colpa e dei genitori ke non gli hanno impartito l senzo civico la proff anzi gli ha fatto scrivere io sono deficente io gli avrei dato bacchettate all antica quando la frase educazione aveva un senzo civico

    Se ho capito bene, il problema che ha “turbato” prima il “povero bullo” e poi i giudici che hanno partorito questi aborti di sentenza è di tipo “quantitativo”. Dietro le formule “abuso di mezzi di correzione” e “particolarmente afflittivo” c’è forse una condanna alle cento volte di “Sono un deficiente”.

    Mi pongo due domande. La prima: quando scatta “l’abuso” e il “particolarmente”. Dieci ? Venti ? Cinquanta ? Novantanove ? Da quota cento non si può ? La seconda: si può dire a un giudice, una sola volta per carità: “Sei un deficiente” ?

    Il bamboccetto commette almeno due reati, violenza privata ed ingiuria, però non è imputabile e non viene condannato, anche perchè nessuno si sogna di denunciarlo.

    Ai genitori dico loro che i figli, oltre a farli, occorre educarli, e dell’educazione fanno parte il non offendere il prossimo ed il saper sopportare le giuste sanzioni e le eventuali umiliazioni che si sono meritate cercandole col lanternino.

    Probabilmente, visto il modo di reagire alle magagne del pupo, e dandogli siffatto esempio, verranno dallo stesso ripagati della stessa moneta con cui loro pagano chi li circonda. E saranno limoni amari.

    @giuseppe a me non piace l’ insalata russa ma rispetto la sessualità’ di ognuno …..

    Altro che deficiente gli avrei fatto scrivere 1000 volte di peggio… Sono d accordo con voi rispetto al giudizio su questi genitori ridicoli che educheranno sto bambino a fare il delinquente.. Ma quello che trovo gravissimo è che ci sono magistrati che si inventano condanne del genere… E dovremmo avere fiducia nella magistratura??? Avrei voluto vedere se il bimbo offeso dai bulli era loro figlio!!! Che vergogna!!! E saremmo la patria del diritto!!sacrosanta la legge sulla responsabilità dei magistrati!

    questa sentenza è un abominio! solidarietà all’insegnante

    Il Provveditore avrebbe dovuto obbligare a scrivere un solido la dtessa scritta per 200 volte ai due piccoli “malacarne” e alla professoressa che ha omposto la maldestra punizione

    La verità è che sarebbe sufficiente ristabilire le classi separate per i piccolo TEPPISTI

    @ stellina: questo l’ho capito bene… ma che c’entra citare i sacerdoti pedofili o altri casi che non hanno nulla a che vedere con questa faccenda nemmeno per analogia?
    Un saluto cordiale senza alcun rancore

    Io proporrei due calci ai genitori , tre al pubblico ministero, e quattro al giudice di cassazione .

    @stellina sono pienamente d’accordo con Giuseppe, stai solo generalizzando, ma soprattutto hai detto solo sciocchezze…..fai ragionamenti da adolescente…immatura spero soltanto che hai quell’eta che ti fa solo perdonare le tue frasi….complimenti……a stellina cerca di essere meno blasfema, e non giudicare gli altri ognuno si deve guardare la propria gobba…..cordiali saluti anche da parte mia senza nessun rancore….

    Non sono affatto d’accordo sulla sentenza, loro (i magistrati) che dovrebbero tutelare chi cerca di dare insegnamento a chi purtroppo non ne ha ricevuto mai, sappiamo benissimo, che la scuola, e’ la prosecuzione dell’educazione che ogni ragazzino dovrebbe ricevere a casa, se la prof ha cercato di dare una punizione esemplare, poiché x sfortuna adesso non si può più dare una sberla ai ragazzi, altrimenti rischiano una denuncia da parte dei genitori, al posto di tutelare chi cerca di dare insegnamento tutela i vastasi. Solidarietà piena ai professori

    Se la magistratura italiana si identificasse interamente nell’ineffabile magistrato che ha emesso quella tragicomica sentenza, che sa di miserabile burla, credo che la Giustizia starebbe messa davvero male in questo Paese. E l’epiteto di deficiente dovrebbe automaticamente essere rivolta a chi – da uno scanno giudiziario autorevole – fa passare un messaggio mostruoso: in base al quale si condanna un’insegnante, doverosamente intervenuta in favore di un allievo insultato e vilipeso da un bulletto stupido e arrogante(nonché vile perché non si sarebbe mai permesso la violenza contro chi gli avrebbe malamente revisionato i connotati), che avrebbe dovuto essere preso a ganassoni, e non solo punito a scrivere cento volte la frase che, in fondo, è l’unica che possa identificarlo. E che dovrebbero in seguito riprodurre anche nei documenti d’identificazione personale. Potremmo ritrovarcelo eletto in Senato. Perché no? Allora date una scorsa all’elenco attuale.
    Esprimo la massima stima e simpatia all’insegnante, che in vista di essere in procinto di andare in pensione, poteva passarsi almeno il gusto di schiaffeggiare quel mascalzone in erba. Sarebbe stato un gesto didattico di enorme valore etico.

    E i deficienti aumentano!
    In primis il ragazzino bullo, quindi i genitori che hanno denunciato la professoressa ed infine i giudici che l’hanno condannata!!

    Ma che giudici abbiamo in Italia!! Spero di non dover essere mai giudicato da gente simile .ma in che paese viviamo.. C e da scappare!! MA DOV E L ABUSO DI MEZZI DI CORREZIONE!!!!!!!!! Non solo la professoressa ha fatto benissimo ma ha dato una lezione di vita al bulletto che non si dimenticherà facilmente….. E così facendo lo ha CORRETTO ED EDUCATO!!!! Ma evidentemente i magistratoni nel loro libero convincimento hanno ritenuto di condannare la professoressa e risarcire il bullo deficiente 100 volte…ma andate a zappare!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *