“Lapiana? Presenti le dimissioni| E’ incompetente o in mala fede”

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04 Aprile 2013, 21:52

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PALERMO – “Il vicesindaco Lapiana? Rassegni le dimissioni o si dedichi a qualcos’altro, è meglio per la città”. Aria di tempesta in casa Idv, dove il consigliere Orazio La Corte va all’attacco del vicesindaco e assessore alle Partecipate Cesare Lapiana chiedendone addirittura le dimissioni. Una bordata causata dal comunicato di quest’ultimo sull’intimidazione al sindacalista della Cisl Salvatore Girgenti.

“L’intimidazione è un atto grave che mira ad intimidire una delle organizzazioni sindacali che hanno appena sottoscritto un importante accordo con l’azienda sui turni in officina con il quale sono stati garantiti i 200 posti di lavoro del reparto e che prevede il ridimensionamento dei turni notturni con il rafforzamento di quelli diurni ai fini dell’aumento della produzione e di un risparmio economico”, ha detto Lapiana che ha così elogiato le sigle (Cisl, Cgil, Uiltrasporti, Cisal e Orsa) firmatarie dell’accordo. “Chiunque pensi di poter condizionare l’operato dell’azienda con atti violenti ed indegni – aveva aggiunto Lapiana – non ha capito che tali atti servono solo a rafforzare la nostra convinzione sulla bontà delle scelte messe in campo”.

Ma a stretto giro di posta è arrivata la nota di La Corte, dipendente Amat e sindacalista dei Cobas (sigla che non ha invece firmato), che ha prima solidarizzato con Girgenti e poi affondato sul vicesindaco “che legge nella intimidazione una forma di ritorsione nei confronti del sindacalista per la recente firma di un accordo aziendale”.

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“Negli ultimi mesi ho cercato – dice La Corte – di ricompattare le forze sociali attorno ad un tavolo per discutere di progetti di rilancio di un’azienda ridotta sul lastrico dalla vecchia amministrazione. Per qualcuno i progetti erano iniziati con il Piano Industriale predisposto dall’ex presidente Ettore Artioli, dimessosi poi per correre alle politiche, che irresponsabilmente aveva previsto il tentativo, poi sventato, di esternalizzare le commesse di officina per circa 3 milioni di euro. In un incontro avuto con il Consigliere di Amministrazione Diego Bellia avevo avuto modo di apprendere che ci si era determinati di incontrare i sindacati, cosa che doveva avvenire a giorni e che avrebbe portato a discutere del Piano Industriale. La stipula di questo nuovo accordo, avvenuta con un Consiglio di amministrazione non nella pienezza delle sue funzioni, non garantisce i 200 posti lavoro. Quell’accordo è servito soltanto a creare la rottura sindacale in atto e ha consentito a qualcuno di conquistare nuove posizioni di potere. E’ bene precisare –continua La Corte – che nessuno accordo economico è attualmente ipotizzabile a causa della paralisi del Consiglio di Amministrazione che non può assumere qualunque decisione in merito. Non è certo un accordo-accozzaglia di numeri che può migliorare il servizio di trasporto a Palermo. Per aumentare le vetture ci vogliono ricambi, attrezzature, postazioni di lavoro, riorganizzazione del personale e personale ognuno al proprio posto. Quindi o l’assessore disconosce lo Statuto dell’azienda e l’accordo stesso, manifestando la sua incompetenza (peraltro già manifestata quando lo stesso da presidente ha retto l’Amat) o è in malafede perché garante di scambi e baratti fra le organizzazioni sindacali. Per questo, anche in considerazione degli scarsi risultati ottenuti, è meglio per la città che Lapiana rassegni le dimissioni e si dedichi a qualcos’altro”.

Non si è fatta attendere la replica del vicesindaco: “Sarò sempre dalla parte di chi subisce un torto per aver compiuto il suo dovere, e apprezzo chi ricerca gli accordi per migliorare il servizio reso dall’azienda ai cittadini”.

 

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04 Aprile 2013, 21:52

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