L'arma contro la violenza? Non voltarsi dall'altra parte - Live Sicilia

L’arma contro la violenza?| Non voltarsi dall’altra parte

"I violenti, da vigliacchi quali essi sono, fanno gli sbruffoni sicuri del silenzio e dell'ignavia di tanti di noi"
SEMAFORO RUSSO
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Siamo ormai assaliti, direi tramortiti da innumerevoli episodi di inaudita violenza soprattutto nei confronti di donne e persone fragili. Ad opera di italiani o immigrati non importa, in un sistema democratico la responsabilità penale è personale non legata all’appartenza a una etnia come lo era nel regime nazista. Certo, la violenza si può appalesare in forme svariate apparentemente meno traumatiche, anche “solo” verbali, ma non perciò meno grave o verso cui fare spallucce. Però, improvvisamente qualcosa accade e rompe quel muro che sembra granitico, il muro della paura e dell’indifferenza. “Se una donna viene picchiata ho l’obbligo morale di difenderla”. Così ha detto con naturalezza Vittorio Cingano, l’anziano ingegnere di 73 anni di Vicenza intervenuto per calmare i bollenti spiriti di un balordo che stava picchiando e maltrattando in strada la fidanzata, ricevendo in cambio dall’energumeno pugni e calci. Lesioni aggravate dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla minorata difesa.

La ragazza, che ha difeso il fidanzato nonostante un video inequivocabile, diffidata dal Questore. Ma questa, purtroppo, è cronaca quotidiana. Violenza su violenza, sulle donne, sui “senza diritti” e sui cosiddetti “ultimi” o comunque su soggetti deboli fisicamente o perché assaliti dal branco, vedi la tragica vicenda del povero Willy. Ho ascoltato in un TG uno psichiatra che cercando di spiegare le ragioni di tanta brutalità ha evocato, in un contesto più ampio brillantemente esposto, le paure determinate dalla pandemia ancora in atto. Con tutto il rispetto per lo psichiatra non mi ci vedo a stuprare ragazze, stendere anziani a cazzotti e uccidere qualcuno che aiuta un amico coinvolto in una rissa sol perché ho il terrore del Covid-19 e la mia vita è stata sconvolta dal lockdown. Scavando, poi, nella vita di questi delinquenti scopri che sono pregiudicati o razzisti o già coinvolti in altri crimini similari.

C’entra poco o nulla il coronavirus. “Se una donna viene picchiata ho l’obbligo morale di difenderla”. Bellissime parole, un monumento di senso civico, di amore laico per il prossimo, di concreto contributo alla crescita morale di una comunità. Potremmo e dovremmo dire anche: “se un nero viene insultato per il colore della pelle ho l’obbligo morale di difenderlo”, “se un omosessuale viene aggredito per le sue tendenze sessuali ho l’obbligo morale di difenderlo”, “se un senzatetto viene deriso perché indifeso ho l’obbligo morale di difenderlo”, “se una ragazza viene bullizzata per il suo aspetto fisico ho l’obbligo morale di difenderla”. Ecco, la capacità di non voltarsi da un’altra parte, pur rischiando come il signor Cingano di Vicenza, è l’arma vincente contro i violenti che da vigliacchi quali essi sono fanno gli sbruffoni sicuri del silenzio e dell’ignavia di tanti di noi.


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Commenti

    CITAZIONE: “la responsabilità penale è personale non legata all’appartenza a una etnia come lo era nel regime nazista”.
    Neppure nel fascismo e nazismo era così.
    FINITELA di chiamare in causa nozioni oramai vetuste e prive di senso.
    Il fatto è che c’è una società malata, turbocapitalizzata e la cui responsabilità è unicamente da addebitare alla pseudo sinistra italiana che questo sistema perora e rafforza.

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